THE AGONIST – Orphans

Pubblicato il 24/10/2019 da
voto
7.5
  • Band: THE AGONIST
  • Durata: 00:42:52
  • Disponibile dal: 20/09/2019
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

Nel mondo del metal gossip ha tenuto banco, nel recente periodo, la mini-faida – fatta di scambi di stati su social media, come va tanto di moda di questi tempi – tra Vicky Psarakis e Alissa White-Gluz, rispettivamente nuova ed ex cantante del gruppo canadese. A quanto pare, il motivo del contendere risiederebbe nel fatto che la Puffetta degli Arch Enemy avrebbe provato a mettere i bastoni fra le ruote a questa nuova uscita della band, facendo pressione sui propri contatti all’interno della Nuclear Blast, causando in questo modo un significativo ritardo nella sua pubblicazione. Ovviamente, sono tutte illazioni, già abbondantemente smentite da chi di dovere, ma questo metal-dramma ha creato non poco hype attorno a questo lavoro numero sei della band di Montreal, il terzo con in forza la versatile Vicky. Un plauso che va subito fatto al combo canadese è quello per cui, tra fisiologici alti e bassi, non è mai riuscito a partorire un ‘brutto disco’, a dispetto di tutti i tumulti interni e derivanti cambi di singer che hanno dovuto affrontare; questo “Orphans” non fa assolutamente eccezione, ma va anzi ad alzare l’asticella di una bella spanna. Si comincia a bomba con il solito melodeath a tinte core dei Nostri carezzato da tinte teatrali nelle linee vocali con la opener “In Vertigo”, ed il singolo “As One We Survive”, presentato nel corso di quest’anno, che mostra una band in forma davvero smagliante, con una Vicky in grande spolvero, ancora più convincente ed espressiva in tutti i registri. “The Gift Of Silence” mostra l’anima più thrash dei Nostri, con bordate al fulmicotone fatte da riff robustissimi, ruggiti ferini ed un ritornello irresistibile e, coadiuvata da un solo di prim’ordine, si piazza in pole position per la nostra personalissima classifica del pezzo più riuscito del platter. Con le successiva “Blood As My Guide” entriamo in territori più atmosferici, con certi richiami al metal classico di band quali Savatage – menzione speciale va alla parte in greco sul finire di canzone, omaggio alle proprie origini da parte di Vicky, molto ben riuscita; “Mr. Cold”, incalzante midtempo che accelera in maniera inaspettata, da invece una rinfrescata all’aria. Continuiamo poi con il riffone pachidermico di “Dust To Dust”, pezzo robusto ma con le sempre ricercate aperture melodiche mai stucchevoli alle quali i Nostri ci hanno da sempre abituato. “A Devil Made Me Do It” e “ The Killing I” pestano giù di brutto, ricordandoci quanto i Canadesi non abbiano perso in alcun modo il filo dei loro artigli, mentre le conclusive “Orphans” e “Burn It All Down” pongono la finale ciliegina su questa opera, mostrandoci una Vicky sempre in bilico tra diva rock e urlatrice spietata.
Lavoro davvero ineccepibile per la band di Montreal, probabilmente il migliore dell’era Psarakis, per quanto concerne ispirazione, appeal e dinamismo. Ormai la band si è riuscita a creare, con impegno e dedizione, un nome degno di tutto rispetto all’interno della scena, e meriterebbe davvero molto più successo di quanto raccolto finora.

TRACKLIST

  1. In Vertigo
  2. As One We Survive
  3. The Gift of Silence
  4. Blood as My Guide
  5. Mr. Cold
  6. Dust to Dust
  7. A Devil Made Me Do It
  8. The Killing I
  9. Orphans
  10. Burn it All Down
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