THE AGONIST – Prisoners

Pubblicato il 15/07/2012 da
voto
7.0
  • Band: THE AGONIST
  • Durata: 00:56:25
  • Disponibile dal: 04/06/2012
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: EMI

I canadesi The Agonist stanno maturando, questo è fuori ogni ombra di dubbio. Giunti con “Prisoners” al terzo vagito completo, la band guidata dalla sempre più accattivante – e sempre più impegnata nel sociale-animalista – Alissa White-Gluz si mostra in una versione decisamente più interessante e piacevole rispetto a quanto fatto in passato, soprattutto dopo un lavoro, il penultimo “Lullabies For The Dormant Mind”, fin troppo onanistico e complesso per essere apprezzato appieno, sebbene non sia certo da annoverare nella categoria Dischi Brutti. La composizione di questo nuovo platter pare abbia portato via davvero parecchio tempo al quintetto di Montreal, che così ha affinato in fase d’arrangiamento tutte le asperità compositive che, ribadiamolo, erano un pochetto il loro tallone d’Achille, la loro troppa carne al fuoco. Troviamo così dei brani più asciutti e riconoscibili, con riff e melodie che si ricordano in modo più facile che in passato, e con la solita prestazione roboante e stupefacente di una vocalist che dà la paga a molte sue colleghe più esposte mediaticamente. L’inizio della tracklist, fra l’altro, non è dei più promettenti, in quanto “You’re Coming With Me” e “The Escape” sono gli episodi forse meno riusciti del lotto, episodi che necessitano prolungati e ripetuti ascolti per essere assimilati bene. Oddio, non che i restanti pezzi siano molto più immediati – basti sentire gli otto minuti e passa del singolo “Ideomotor”! – ma a questo giro i The Agonist hanno cercato, riuscendoci, di snellire tutto, diminuire i cambi di tempo e le variazioni melodiche, puntando più sullo spessore dei riff composti e sull’epicità delle parti vocali, soliste o corali che siano. In “Dead Ocean”, brano dall’appeal leggermente psichedelico, ci viene presentato un riff portante che odora un po’ di Gojira, e questo non è un male considerato il valore della canzone; così come ci paiono molto valide “Predator And Prayer”, “Anxious Darwinians” e la più concisa “Lonely Solipsist”; oppure anche “The Mass Of The Earth”, che condensa benissimo in pochi minuti l’orecchiabilità di vocals cristalline alla violenza del growl e ad una sequela di parti chitarristiche davvero vincenti. Il già citato “Ideomotor”, comunque, resta l’highlight più brillante di “Prisoners”, disco che ci fa riconsiderare alquanto i The Agonist, ora in grado di poter aspirare davvero a punti alti della scena moderna-estrema d’oggigiorno. Per chi scrive, dovrebbero ancora smussare e ridurre al minimo alcuni passaggi, ma poi per il resto ci si può dire pronti, finalmente, per un vero grande album…

TRACKLIST

  1. You’re Coming With Me
  2. The Escape
  3. Predator And Prayer
  4. Anxious Darwinians
  5. Panophobia
  6. Ideomotor
  7. Lonely Solipsist
  8. Dead Ocean
  9. The Mass Of The Earth
  10. Everybody Wants You (Dead)
  11. Revenge Of The Dadaists
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