7.0
- Band: THE ARSON PROJECT
- Durata: 00:22:57
- Disponibile dal: 11/02/2017
Abbiamo atteso a lungo questo nuovo lavoro dei The Arson Project; precisamente, da quando restammo folgorati dall’ascolto di “Blood and Locusts”, loro ottimo EP datato 2008. Nel lungo tempo intercorso fra quell’exploit e l’uscita di “Disgust” gli svedesi sono più volte andati in tour in Europa e Asia, collezionando letteralmente dozzine di date sia in veste di headliner, sia come parte di eventi importanti come il famigerato Obscene Extreme festival. Tra questa costante attività live e i soliti impegni personali, l’appuntamento con le registrazioni di nuovo materiale – ad eccezione di uno split con i Noisear – è stato più volte rimandato, a tal punto che ci ritroviamo a parlare di una nuova aggiunta al repertorio della band a quasi un decennio dalla pubblicazione dell’ultimo lavoro. In tutto questo tempo, i The Arson Project non hanno mutato pelle, ma la loro proposta ha comunque inglobato sfumature diverse. Pur partendo da chiare basi grindcore scandinave, “Disgust”, disco totalmente autoprodotto dai ragazzi, denota un taglio hardcore-punk più accentuato rispetto a “Blood…”, facendo spesso a meno di quei riff spigolosi e metallici che sovente infarcivano le tracce della fatica precedente. Un approccio più scarno che porta il gruppo a staccarsi dalle coordinate di un vecchio punto di riferimento come “Helvete” dei Nasum e che, di contro, li avvicina a formule che qua e là riportano a Dropdead o Disrupt, filtrati però attraverso una produzione più chiara e corposa. Il risultato finale è senza dubbio godibile, soprattutto all’altezza di pezzi come “From the Pits” e “Forgotten Graves”, e nell’insieme ispira di continuo terrificanti esibizioni live; a tratti, tuttavia, si sente un po’ la mancanza di quell’estro e di quel vago tecnicismo che avevamo tanto apprezzato nell’esemplare “Blood…”. Quest’ultimo presentava un mix quasi perfetto di furia, cura per i dettagli e orecchiabilità, mentre il nuovo album procede spesso per sentieri meno personali, puntando maggiormente su un impatto ignorante. Scelta probabilmente vincente per la riproposizione del materiale in sede live, ma che fa sorgere qualche dubbio sulla effettiva longevità di questo comeback se ascoltato fra le mura di casa. In ogni caso, non possiamo esimerci dall’esprimere una certa soddisfazione davanti al ritorno dei The Arson Project, una band che ci era mancata proprio come i loro connazionali Gadget, anch’essi rientrati sulle scene da poco. Ci auguriamo di poter godere di loro nuove uscite con maggiore frequenza d’ora in avanti.
