THE ATLAS MOTH – Coma Noir

Pubblicato il 06/02/2018 da
voto
7.5
  • Band: THE ATLAS MOTH
  • Durata: 00:48:09
  • Disponibile dal: 09/02/2018
  • Etichetta: Prosthetic Records
  • Distributore: Audioglobe

Quello degli Atlas Moth è un ensemble particolarmente eclettico, un progetto che ha preso il genere che voleva suonare, l’ha messo sul tavolino, l’ha smembrato, dissezionato, guardato come si muoveva e poi, come in una sessione drogata de “L’allegro chirurgo”, ne ha rimontato i pezzi vedendo se tutto funzionava mettendo il pancreas al posto del cuore e via dicendo. La cosa bella è che tutto funziona. Gli americani escono con questo nuovo lavoro, “Coma Noir”, e lo fanno con un suono al passo dei loro tempi, facendo uscire un album riconoscibile, ascrivibile al sound dei precedenti dischi ma che riesce ad essere un disco del 2018 in tutto e per tutto. Eh, ma com’è, dunque, il disco? Sin dalla copertina tutto “Coma Noir” sembra giocare con delle reminiscenze hard boiled, e c’è un che di noir anche nell’esecuzione di questo sludge dalle tinte eterogenee, dove si gioca con i synth, con una patina di noise, di industrial, dove le chitarre passano all’improvviso dal riffing a dedali melodici che poi tornano a fare muro, dove le voci dei due cantanti si rincorrono e sovrappongono tra lo scream e il pulito con un risultato ipnotizzante. Sin dall’apertura ad opera della titletrack, con quell’urgenza comunicativa che viene basata su una chitarra pulsante, avvolgente, percepiamo la presenza di un lavoro di fondo, in termini di scrittura prima ancora che di esecuzione, che è figlio di esperienza in senso letterale, di vissuto, e che, di fatto, porta sul piatto un album audace, spiazzante, in continua metamorfosi e tutto fuorché scontato. Ad orpello, una produzione cristallina, demarcante, che acuisce le esigenze espressive rendendole però fruibili con una mano ferma e leggera da perfetto chirurgo che sa esattamente dove vuole andare. Ed è qui che sta il trucco della band di Chicago: farci credere che sia un album facile, facendoci stare comodi, sottovalutando la potenza di questo disco che, invece, cresce sotto pelle, di nascosto, ed ecco che al terzo, quarto ascolto ci avrà totalmente in pugno.

TRACKLIST

  1. Coma Noir
  2. Last Transmission from the Late, Great Planet Earth
  3. Galactic Brain
  4. The Streets of Bombay
  5. Actual Human Blood
  6. Smiling Knife
  7. Furious Gold
  8. The Frozen Crown
  9. Chloroform
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