THE AUSTERITY PROGRAM – Beyond Calculation

Pubblicato il 20/12/2014 da
voto
7.5
  • Band: THE AUSTERITY PROGRAM
  • Durata: 00:40:10
  • Disponibile dal: 17/06/2014
  • Etichetta: Controlled Burn Records
  • Distributore:

Uno dei migliori lavori del 2013 per quanto riguarda il blend equilibrato (o forse sarebbe meglio dire “assolutamente squilibrato”) tra punk’hardcore, metal e noise rock era avvenuto sotto il monicker Future Of The Left. Ma, a fine 2014, si può dire che lo stesso blend avvenga in un disco come “Beyond Calculation” degli The Austerity Program, super duo newyorkese che già aveva strabiliato per il primo “Black Madonna”, ma soprattutto per l’EP “Backsliders and Apostates Will Burn” del 2010, provenienti dalle influenze embrionali dei Bolt Thrower del loro primo progetto, i Polonium. Il professor Thad Calabrese e l’impiegato Justin Foley raggiungono, nelle otto tracce di eclettica follia schizofrenica underground, una vetta di ipnotismo rude e spregiudicato, rumoroso e fastidioso, ma al tempo stesso catchy ed ammaliante. Il basso sferragliato di “Song 30” introduce propriamente l’album e la proposta sbraitata e politically uncorrect degli yankees, spoken word di denuncia e urla di rabbia meditata, da valigetta, giacca e cravatta e rumore assordante di Wall Str. L’eco dei Melvins e dei Black Flag è fortissimo, ed è un bene inevitabile, perchè confluisce in tutta la freschezza e la potenza delle liriche in una denuncia all’agglomerato urbano al limite tra il cool e il kitch, i cicli ritmici e le sfuriate della drum machine impazzita, in una personalità assolutamente fresca e decisamente convincente nel panorama iper-saturo del post-hardcore. “Song 39” e “Song 32” hanno una parte ritmica che sembra provenire da una drum machine inceppata, e da un disco che salta quando è rovinato, se non fosse per il basso e la chitarra di Calabrese e Foley che vanno all’impazzata come treni che deragliano. “Song 35” sembra avere anche un qualcosa di inquietante à la Carpenter nel suo intro da film dell’orrore e la successiva “Song 36” contiene la summa delle grida folli e del groove del programma di austerità, che convoglia nella finale “Song 37”, emblema del nichilismo caustico promosso dal duo e dalla loro fidata drum machine (della quale non si parla, perchè ha un caratteraccio, come si legge sulla loro pagina Facebook). Disturbante non poco, straniante, pesante, ironicamente beffardo, “Beyond Calculation” non può che essere uno degli ascolti più consigliati del 2014. Se si ha – ovviamente – una parte malata dentro di sè, che vorrebbe aggirarsi con una tanica di benzina ed un fiammifero sotto i colossi di vetro e ferro delle metropoli del mondo moderno. O se si è semplicemente fan dei Melvins.

TRACKLIST

  1. Song 31
  2. Song 30
  3. Song 39
  4. Song 33
  5. Song 32
  6. Song 35
  7. Song 36
  8. Song 37
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