7.5
- Band: THE BLEAK PICTURE
- Durata: 00:45:20
- Disponibile dal: 27/06/2025
- Etichetta:
- Ardua Music
Ad un solo anno di distanza dall’esordio “Meaningless”, tornano i The Bleak Picture, gruppo nato nel 2021 dalla collaborazione tra il cantante Tero Ruohonen e il polistrumentista Jussi Hänninen, entrambi membri dei blackster Autumnfall. Lo scopo di questa esperienza parallela è la ricerca di sonorità nostalgiche, che vanno a riprendere un passato di cui i due musicisti finlandesi sono genuinamente appassionati.
Come per il suo predecessore, anche per “Shades Of Life” le influenze primarie sono da ricercare in un certo doom-death metal che ha segnato gli anni ’90, in particolare band quali Paradise Lost, Anathema o Katatonia, ma anche il gothic metal dei Throes Of Dawn ed il gothic rock più puro rappresentano una componente significativa. Suoni ed atmosfere che, fin dal brano di apertura, “Plagued By Sorrow”, ci risultano familiari, ma sono le frequenti aperture melodiche dal sapore wave a far sì che questi pezzi assumano dei contorni ben precisi, necessari per emergere dalla moltitudine di proposte del genere. Momenti di profondo sgomento basati su riff asciutti ed austeri, guidati dalle linee vocali di Ruohonen, che sa dosare un growling profondo e parti pulite accattivanti, sorretto da un basso pulsante e da un tappeto di sintetizzatori.
I primi brani sono abbastanza omogenei per struttura ed atmosfere, forse anche troppo, ma, come già accadeva con “Meaningless”, è nella seconda parte che il disco prende definitivamente quota: “Without The I” è carica di energia negativa in stile primi Swallow The Sun, “Silent Exit”, con i suoi undici minuti di durata, cresce per magniloquenza durante il suo svolgimento, con un motivo che sembra ripetersi aumentando di intensità ed una voce sorretta dall’eco che si fa sempre più aggressiva, mentre la conclusiva “City Of Ghosts”, al contrario, è cupa, funerea, un lamento strascicato su un substrato sonoro scarno ed inquietante, come se l’intento fosse quello di spegnere anche l’ultimo filo di speranza.
“Shades Of Life” è un disco in cui il filo conduttore è la malinconia, ma al contempo ricco di sfumature che si percepiscono con gli ascolti e convincente perché i due artisti nordici, pur pescando a piene mani dalla tradizione, non si limitano a ripetere formule già consolidate.
