5.5
- Band: THE BROWNING
- Durata: 00.43.15
- Disponibile dal: 24/06/2016
- Etichetta:
- Spinefarm
- Distributore: Universal
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Nati come solo project di Jonny McBee (per qualche tempo vocalist dei deathcorer As Blood Runs Black) i The Browning hanno pescato l’asso dal mazzo col crossover semi-inedito tra deathcore ed EDM. Dopo un paio di fortunati album su Earache il gruppo salta su Spinefarm per questo “Isolation”, che dovrebbe definire ulteriormente il sound che li ha resi famosi nel ‘circuito Impericon’. Il condizionale è d’obbligo, perchè bastano pochi ascolti per capire come non ci sono variazioni sostanziali nella proposta del quartetto di Kansas City: “Cynica” e “Pure Evil” partono a razzo, con grande violenza e la convinzione dei migliori episodi in discografia, così come conferma “Cryosleep” verso la fine. “Isolation” ha probabilmente il miglior riff della raccolta, mentre “Fallout” ospita i cori più potenti. All’inizio il mix di deathcore e hardstyle, trance ed electronica può anche divertire ma lentamente, complice l’assenza di reali novità, l’ascolto diventa ripetitivo e difficoltoso, andando a mettere in difficoltà chi si è permesso l’azzardo di infilarsi nel dancefloor e trasformandosi letteralmente in un incubo per gli ascoltatori meno tolleranti. Se “Phantom Dancer” sarebbe dovuta esser fuori dalla tracklist a parere di chi scrive, “Disconnect” fa molto peggio, andando a sprecare un rap di Frankie Palmeri degli Emmure nella strofa. Un album discontinuo che anche privato della parte dance avrebbe diverse lacune – sound generico, vocals stucchevoli, ripetitività di fondo – per cui da profani non possiamo condividere il generale entusiasmo che ruota attorno al gruppo. Sarebbe bastato cedere la console a qualcuno forse, oppure tentare un crossover più ambizioso o semplicemente diverso…
