7.0
- Band: THE BROWNING
- Durata: 00:26:46
- Disponibile dal: 08/11/2024
- Etichetta:
- FiXT
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Johnny McBee è uno di quei musicisti che ha trovato la sua nicchia come creator su internet e la sta coltivando a dovere, con il suo longevo “Burn This World Podcast”, in cui intervista diversi protagonisti della scena metal, come con le sue trasmissioni in streaming su Discord, dove mostra alla comunità il processo di scrittura dei suoi progetti.
The Browning è la creatura principale di McBee, fondata nel lontano 2005 e attiva dal 2011 con pubblicazioni regolari. Solo recentemente la one-man band ha aggiunto come bassista/chitarrista e membro ufficiale Hardcore Keem, simpatico youtuber che ha fatto fortuna con i reaction video e svariate attività parallele, tra cui il podcast “The Hardcore Keem Show”.
Il featuring della punta di diamante di questa scena di content creator, Nik Nocturnal, configura il progetto come un affare ‘da millennial’: certo, la band si imbarca in tour veri e propri coi turnisti del caso, ma è lecito pensare che gran parte dell’hype e dell’attenzione arrivi dai canali digitali.
Il sesto album in studio dei The Browning, “Omni”, prosegue su variabili stilistiche già molto ben tracciate, in cui il deathcore si annacqua sempre di più in soluzioni semplici, dirette ed oltremodo zarre. Il vanto dei The Browning è sempre stato, infatti, quello di incorporare elementi dance/EDM in maniera strutturale, fondendo la parte rave con quella metal in un matrimonio che, ormai, i Nostri hanno saputo di saper maneggiare in tranquillità: “Hivemind” e “Misery.exe” sono gli esempi meglio riusciti, in cui growl e breakdown vanno a pari passo con beat pulsanti ed effettistica.
Ci sono episodi poi in cui la band flirta col pop (la title-track), complice la collaborazione con la cantante dei The Defect (gruppo electro rock dello stesso McBee), ed altri in cui la devozione ai Rammstein si fa sentire in maniera evidente (“Soul Drift”), ma in generale non ci si discosta mai troppo dalle solite costruzioni con la firma del gruppo, dritte come la cassa da discoteca, ben agghindate ed efficaci, anche se la furia caratteristica del deathcore viene un spesso tralasciata mantenendo solo gli elementi più apparenti e caratterizzanti come gli inserti di doppia cassa e lo stile vocale.
Nel 2024 questo tipo di crossover non sciocca più nessuno, essendoci nomi di rilievo che fanno cose simili per un pubblico ben più vasto (Electric Callboy e Babymetal, sia pure con esiti differenti) oppure lo fanno in maniera più estrema (Darko, Brand Of Sacrifice); tuttavia, lo stile dei The Browning resta abbastanza riconoscibile e, anche grazie alla brevità della raccolta e alla maturità della scrittura, l’ascolto è scorrevole e divertente.
