THE CONTORTIONIST – Intrinsic

Pubblicato il 06/08/2012 da
voto
7.0
  • Band: THE CONTORTIONIST
  • Durata: 00:45:08
  • Disponibile dal: 13/07/2012
  • Etichetta: Good Fight Music
  • Distributore:

Dopo un debutto a dir poco promettente, le aspettative per il nuovo lavoro di questa band proveniente dall’Indiana erano piuttosto alte. “Exoplanet” era stato un album che ci aveva lasciato intravedere un grande potenziale nei The Contortionist, che stilisticamente si collocano a metà strada tra un groove core sincopato e sbilenco (alla Meshuggah) e un progressive di stampo moderno alla Between The Buried And Me. Ad oggi il genere suonato e le coordinate stilistiche sono rimaste a grandi linee invariate, ciò che è mutato in maniera abbastanza sostanziale è proprio il modo di inserire gli stessi elementi nel medesimo contesto musicale. Iniziamo col dire che la matrice progressive dei Nostri tenta oggi di assumere connotati ben più personali, scrollandosi di dosso quell’alone ingombrante di band “alla Between The Buried And Me”. Si registra inoltre un cambio di registro per quel che concerne il dosaggio delle parti melodiche, ad oggi usate in maniera ben più massiccia: queste vocals filtrate ed ultraeffettate – in perfetto stile Cynic – sono divenute un elemento abbastanza centrale nel songwriting della band, assieme ad un utilizzo ben più importante di synth e tastiere. Queste ultime, poi, parrebbero avere il preciso compito di rendere il suono quanto più spaziale, futuristico, irreale e il meno umano possibile. Altra mutazione è avvenuta nell’utilizzo di quelle ritmiche sbilenche e ribassate, che qualcuno definirebbe djent, che ad oggi hanno subito un netto rallentamento, facendo divenire i brani un po’ meno dinamici e, per certi versi, di più difficile fruizione. All’interno della tracklist si segnalano brani di notevole fattura come la opening track “Holomovement” che ha il compito di mettere subito in chiaro su quali sono le coordinate dei The Contortionist del 2012, oppure “Casuality” con le sue bellissime parti melodiche (crediamo che non sia un caso che questa sia stata scelta come singolo di lancio), così come “Geocentric Confusion” e i suoi numerosi cambi di atmosfera. Non facciamo mistero che, dopo una prima serie di ascolti, “Intrinsic” aveva lasciato a chi scrive un po’ di amaro in bocca, e crediamo che la causa principale fosse dovuta proprio a questo generale ammorbidimento del suono, con questi lunghi intermezzi strumentali, talvolta dal retrogusto jazz, che irrompevano nel bel mezzo delle canzoni ad allungare le tracce rendendole a tratti vagamente soporifere. Ma l’esperienza ci insegna che troppo spesso le primissime impressioni possono essere fuorvianti sia in senso positivo (quante volte vi è capitato di entusiasmarvi per un album e dopo i primi ascolti lasciarlo cadere nel dimenticatoio?) che in senso negativo. Crediamo tuttavia che “Exoplanet” fosse un album più brillante e sorprendente rispetto a questo ultimo lavoro dei The Contortionist, che parrebbe seguire una tendenza che oggi come oggi è indiscutibilmente quella più in voga del momento. Di fatto, se siete amanti delle coordinate musicali sopra descritte, e se vi è piaciuto il disco di debutto di questa band, tenete i fari puntati su di loro: stanno divenendo passo dopo passo una realtà interessante e importante.

TRACKLIST

  1. Holomovement
  2. Feedback Loop
  3. Causality
  4. Sequential Vision
  5. Geocentric Confusion
  6. Dreaming Schematics
  7. Anatomy Anomalies
  8. Cortical
  9. Solipsis
  10. Parallel Trance
2 commenti
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