THE DEVIL WEARS PRADA – 8:18

Pubblicato il 16/09/2013 da
voto
7.0
  • Band: THE DEVIL WEARS PRADA
  • Durata: 00:43:39
  • Disponibile dal: 17/09/2013
  • Etichetta: Roadrunner Records
  • Distributore: Warner Bros

Dopo i buoni responsi di pubblico e di critica ottenuti con il precedente “Dead Throne” – terzo album che, gettando un colpo di spugna sugli esordi emo, ne aveva sancito il definitivo passaggio da poster boy a esponenti di punta del metalcore più ‘adulto’ – c’era una certa curiosità per il ritorno dei The Devil Wears Prada, annunciato alla viglia come ancora più oscuro del suo predecessore. Che Mike Hranica e soci avessero deciso di seguire il consiglio di Darth Fener lo si poteva intuire dall’artwork, e l’impressione cromatica trova subito conferma nelle atmosfere sinistre dell’opener “Gloom”, un mid-tempo roccioso in cui effetti elettronici fanno da contappunto alle classiche ritmiche metalcore, mentre la melodia resta sullo sfondo. Non abbiano comunque di che temere gli estimatori dei tempi ‘cattivo ma non troppo’, che già dalla successiva “Rumors” tornano alla ribalta i classici ritornelli sciogli mascara, secondo un copione non dissimile dagli ultimi As I Lay Dying. Ad allentare un po’ la tensione ci pensano la title track, in odore degli ultimi Underoath, e la semi-ballad “Care More”, caratterizata da inedite ritmiche industrial, ma si tratta di variazioni sul tema che poco aggiungono a quanto di meglio ad oggi hanno da offrire i Nostri, ovvero bordate metalcore rese malleabili dalle trascinanti clean vocals del già citato singer. In un’ipotetica playlist trovano dunque spazio innanzitutto i pezzi più ‘di maniera’, ma dannatamente efficaci, come “Rumors”, “Sailor’s Prayer”, “Transgress” e “Number Eleven”, senza con questo voler accantonare i frangenti più melodici (“War”, quasi una versione metalcore dei 30 Second To Mars) o pestati (“Martyrs”, “In Heart”). Meno diretto del suo predecessore, ma altrettanto (con)vincente, “8_18” conferma l’ottimo stato di forma del quintetto dell’Ohio, ormai definitivamente assurto nell’empireo del metalcore, spalla a spalla con i ‘cugini’ Bring Me The Horizon, e non solo per effetto delle fan minorenni.

TRACKLIST

  1. Gloom
  2. Rumors
  3. First Sight
  4. War
  5. 8:18
  6. Sailor’s Prayer
  7. Care More
  8. Martyrs
  9. Black & Blue
  10. Transgress
  11. Number Eleven
  12. Home for Grave
  13. In Heart
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