7.5
- Band: THE DEVIL'S BLOOD
- Durata: 01:13:59
- Disponibile dal: 11/11/2011
- Etichetta:
- Ván Records
Come un pericoloso ma affascinante serpente, i The Devil’s Blood fuoriescono dalle viscere dell’underground europeo, con “The Thousandfold Epicentre”, secondo capitolo pubblicato ad un paio d’anni di distanza dal debutto “The Time of No Time Evermore”. La band olandese dimostra di essere dannatamente abile nel riportare in vita il primigenio dark sound impregnato di umori lisergici ed accenni progressivi, forgiato alla fine degli anni ’60 da cult band come Coven, High Tide e Black Widow. La voce potente e stregonesca della frontwoman F “The Mouth of Satan”, assume un ruolo fondamentale nel donare il giusto spessore lirico ai cangianti intarsi strumentali, che si snodano in oltre settanta minuti di pura magia (nera). I Nostri forgiano un’opera colta nelle tematiche ed avvicente nella sua architettura sonora, mai statica ed in continua progressione/evoluzione in tutte le sue sfaccettature. La tracklist vanta una serie di pregevoli e variegate composizioni, valorizzate da una ricchezza stilistica palesata da episodi come “She”, “Fire Burning” e “Within The Charnel House Of Love” che strizzano l’occhio al classic rock. Sul versante progressivo, invece, svettano “On The Wings Of Gloria”, “Cruel Lover” e la title track, nelle quali viene dissezionata la tradizionale forma canzone, per espanderla in umori caleidoscopici ed imprevedibili. Purtroppo, non possiamo elevare il disco allo status di capolavoro assoluto, dato che abbiamo rilevato un paio di episodi inconsistenti ed oltremodo prolissi come “Everlasting Saturnalia” e “Feverdance”, che strizzano l’occhio all’ambient più tetra, fallendo l’obiettivo fondamentale di donarne la giusta intensità. Un plauso va anche alla produzione calda e dal gusto vintage, perfetta nel risaltare le trame tessute da questi misteriosi stregoni. I Nostri a breve affronteranno un tour statunitense con realtà ben più estreme come Behemoth e Watain, testimoniando che talvolta un sound ingannevolmente morbido e retrò, può essere decisamente più inquietante di quanto uno possa aspettarsi…
