7.5
- Band: THE DOGMA
- Durata: 00:54:06
- Disponibile dal: 27/04/2007
- Etichetta:
- Drakkar Records
- Distributore: Audioglobe
I The Dogma hanno capito tutto. Sono intelligenti e molto abili. Faranno strada. Questa è l’osservazione che si fa strada nei nostri pensieri dopo aver ascoltato “A Good Day To Die”, secondo lavoro della band marchigiana, lanciatissima a livello internazionale. I Nostri hanno (giustamente) osservato l’andamento della scena metal odierna, ed evidentemente non hanno potuto fare a meno di notare come gli Edguy abbiano riscosso tutto questo meritato successo, abilissimi nel miscelare hard rock e power metal. Un ritorno del power metal a quella semplicità che mai guasta e che può seriamente risollevare le sorti di un genere destinato a morte sicura. Ecco che “A Good Day To Die” arriva come la manna dal cielo ad infondere sicurezza alla nostra scena, dove solo i Rhapsody Of Fire sembrano avere la meglio. Un’intro oscura di piano ci dà il benvenuto nel mondo dei The Dogma, fatto come dicevamo di Edguy (“In The Name Of Rock” è la nuova “Rocket Ride”) ma anche di Savatage (ottimo a tal proposito il lavoro ai tasti d’avorio di Stefano Smeriglio) ed un pizzico di ruffiano finto oscuro in stile The Rasmus. La voce presente di Daniele Santori ben si confà a ottimi pezzi come la titletrack, la già citata “In The Name Of Rock” (dal vivo sarà una bomba), la heavy e oscura “She Falls On The Grave” graziata da un coro finale in perfetto stile Rhapsody Of Fire, la bellissima “I Hate Your Love” (che richiama da vicino il love metal degli HIM). Già a metà album la sensazione di ‘ottima release’ ormai è così forte da lasciare spazio ad un senso di orgoglio nazionale, perché consegniamo al mondo una band dall’assoluto valore, che speriamo possa scrollarci di dosso la nomea di patria di ‘pizza, mandolino e draghi’. La seconda metà dell’album, in leggerissima flessione, ci consegna un capolavoro come la bellissima “Angel In Cage”, sempre impreziosita da misurati orpelli tastieristici di classe, e la conclusiva “Christine Closed Her Eyes”, un pezzo voce/quartetto d’archi davvero molto suggestivo. Che dire, a questo punto, se non: compratelo! Noi ci sentiamo di puntare tutto su di loro. E voi?
