THE DROWNING – Fall Jerusalem Fall

Pubblicato il 22/11/2011 da
voto
7.5
  • Band: THE DROWNING
  • Durata: 00:53:57
  • Disponibile dal: 24/10/2011
  • Etichetta: Casket Music
  • Distributore: Audioglobe

Da qualche tempo i My Dying Bride vi ammorbano con progetti orchestrali, EP e ristampe che trovate di dubbio gusto e scarsa utilità? Vorreste maggior costanza e/o sostanza? Forse, allora, il nuovo album dei The Drowning potrebbe aiutarvi a chiudere un occhio, donandovi quella dose di doom-gothic metal crepuscolare della quale proprio non riuscite a fare a meno. Il loro marchio circola nell’underground britannico da quasi un decennio, ma la vita per il gruppo di Cardiff non è mai stata molto facile. Tempi a volte piuttosto lunghi nel pubblicare qualcosa di nuovo, scarsa presenza sui palchi, difficoltà a ingabbiare un suono in apparenza semplice, ma che invece può essere maledettamente intricato. Ancora una volta, i nostri suonano estremamente classici, con ritmiche per lo più cadenzate, suoni spettrali di tastiera che salgono di intensità assieme alle linee vocali, riff di chitarra ipnotici che portano il consueto, importante carico di malinconia e disperazione, su cui il frontman James Moore ha appunto campo libero nel sfoderare il suo screaming, direttamente ispirato a quello dell’Aaron Stainthorpe più tormentato. Non vi è nulla di nuovo sotto il pallido sole di questa brughiera grigia e desolata, tuttavia, nuovamente, ci troviamo ad elogiare una formazione che, senza ovviamente alcuna pretesa di risultare “avanti”, riesce a confezionare un’opera che, in maniera del tutto candida e lineare, si fa ascoltare con estremo piacere. Le melodie sono pregevoli per gusto e ispirazione, le pause e le dinamiche delle sette canzoni dell’album sono quasi sempre azzeccate, con toni densi e soffusi che a volte si alternano a parti imbizzarrite, come nel caso del gioiellino “A Plague For Every Season”, in cui un attacco arrembante che tanto sa di Primordial si trasforma in doom metal allo stato puro. Forse il punto debole di questo “Fall Jerusalem Fall” – oltre magari a una produzione che può sembrare datata quasi quanto quella di un “As The Flower Withers” – è una ridondanza che in un paio di episodi alla lunga potrebbe un po’ stancare. Ma se possedete con orgoglio tutti i vecchi capolavori della sacra triade gothic-doom inglese (Paradise Lost – My Dying Bride – Anathema), conoscete a memoria le parole di una “Sear Me” o una “Sleepless” e avete accolto a braccia aperte nuove realtà come Daylight Dies o The Foreshadowing, ciò quasi certamente non succederà.

TRACKLIST

  1. Three Temples Ablaze
  2. A Plague For Every Season
  3. The Obsidian Fires
  4. Beneath A Crown So Weary
  5. So Glorious Am I
  6. Turn Of Autumn
  7. The Isles of Mankind
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