THE DROWNING – Senescent Signs

Pubblicato il 06/06/2016 da
voto
7.0
  • Band: THE DROWNING
  • Durata: 01:06:37
  • Disponibile dal: 06/03/2016
  • Etichetta: Casket Music
  • Distributore:

Se facciamo un passo indietro di qualche anno, nel 2011 usciva “Fall Jerusalem Fall”, terzo full-length dei The Drowning e picco qualitativo della band di Cardiff, Galles, capace di riportare in auge le sonorità tipiche dei grandi maestri del vecchio roster Peaceville Records (My Dying Bride, Paradise Lost, Anathema e pure The Blood Divine) e fonderle con un’attitudine a volte vicina a certo dark metal e a volte al black metal, pur rimanendo sempre incline ad una indubbia malinconia. Dopo avere dato il benvenuto in line-up al nuovo frontman Matt Small, i ragazzi danno alle stampe tramite Casket Music (che in verità credevamo defunta) questo “Senescent Signs”, disco più che mai devoto ad un tradizionale doom-death anni Novanta. Un album che dà l’idea di essere una sorta di capitolo di assestamento e che punta soprattutto a ricalcare la suddetta tradizione britannica, immortalando un gruppo che conosce il genere a menadito e che, almeno in questa circostanza, non pare intenzionato a correre troppi rischi. Un lavoro solido, in cui si avverte una posatezza non sempre avvertita nell’album precedente. Se su “Fall…” i Nostri avevano vagamente provato a mescolare le carte, avvicinandosi in alcuni frangenti ora ai Primordial, ora agli Agalloch, con “Senescent Signs” si torna ad un suono drammatico e lento che, proprio come una qualsiasi opera dei My Dying Bride, continua a cantare di un mondo di paure, di tristezza e solitudine. Niente in questo senso, progredisce. Tracce come “Betrayed By God” o “House Of The Tragic Poet” rincorrono ancora l’idea di doom-death metal indissolubilmente tormentato, circolare e ipnotico: nenie lunghissime, tanto toccanti quanto sfiancanti nella loro importante durata. I The Drowning di “Senescent Signs” aggiungono poco o niente al loro filone di riferimento: si affidano ad una formula classica e ampiamente collaudata, che in questo caso risulta vincente solo perchè attuata da mani ormai assai esperte. Poteva certamente starci qualche esperimento o cambio di registro, soprattutto alla luce di quanto messo in mostra alcuni anni fa, ma davanti ad una prova così onesta e concreta a livello formale non ci sentiamo di lamentarci troppo. Che gli ascoltatori più nostalgici e coloro che vivono nel mito dei “Peaceville-Three” prendano nota.

TRACKLIST

  1. Dolor Saeculi
  2. Broken Before The Throne
  3. Betrayed By God
  4. Never Rest
  5. At One With The Dead
  6. House Of The Tragic Poet
  7. Dawn Of Sorrow
  8. When Shadow Falls
  9. The Lament Of Faustus
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