6.0
- Band: THE FEW AGAINST MANY
- Durata: 00:36:04
- Disponibile dal: 15/09/2009
- Etichetta:
- Pulverised Records
Esordio per il nuovo progetto di Christian Älvestam, già conosciuto per essere stato il frontman degli Unmoored e degli Scar Symmetry. Con l’aiuto di alcuni amici, fra cui i noti Mikael Stanne (Dark Tranquillity) e Jonas Renkse (Katatonia) – che si sono occupati di redarre i testi dell’album – e il polistrumentista Jani Stefanovic (Miseration), lo svedese ha confezionato un’opera prima all’insegna di un death metal melodico di chiaro stampo nordico, facilmente inseribile nella tradizione di gruppi come gli Edge Of Sanity o gli stessi Unmoored e Scar Symmetry degli esordi. Un riffing molto corposo, una spruzzata di prog nelle tastiere e vaghi accenni sinfonici: i The Few Against Many puntano su un’estetica piuttosto sontuosa, cercando di abbinare alla potenza delle chitarre continui fraseggi tastieristici che a volte rimandano anche al Dan Swano solista. Evidente l’influenza del maestro svedese nei solchi del platter, anche se non sempre la band si dimostra capace di rielaborare tali soluzioni con il medesimo gusto del Nostro. Le melodie orchestrali dell’opener "Hädanfärd", ad esempio, sanno un po’ di pacchiano, così come quelle nelle parti in midtempo di "Abider". Decisamente più convincenti, invece, i passaggi dove il gruppo mantiene un approccio più sobrio e chitarristico: "Bränd Mark" e "One With The Shadow" hanno dalla loro sia un gran tiro che delle atmosfere suggestive. Complessivamente, "Sot" appare dunque come un debutto con alti e bassi: vi è del potenziale che non ci sentiamo di mettere in discussione, ma questa nuova creatura di Älvestam deve ancora dimostrare alcune cose prima di poter essere del tutto decifrata.
