6.5
- Band: THE FLOWER KINGS
- Durata: 01:07:36
- Disponibile dal: 08/09/2023
- Etichetta:
- Inside Out
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“Look At You Now” è il titolo scelto per questo sedicesimo studio album dei The Flower Kings di Roine Stolt. In line-up viene confermata la presenza del fratello di quest’ultimo, Michael, che al basso ha definitivamente sostituito l’ormai ex (storico) membro Jonas Reingold e vengono confermati anche Mirko DeMaio alla batteria e Hasse Fröberg (voce e chitarra): balza subito in evidenza, tuttavia, l’assenza del tastierista Zach Kamins, un musicista che, pur non ricoprendo un ruolo da primadonna, aveva in qualche modo contribuito a rendere più fresco e attuale lo stile della band. Al suo posto, Lalle Larsson, un altro tastierista di tutto rispetto, opta invece per un approccio decisamente più classico, con un massiccio utilizzo di timbri di hammond, mellotron e mini-moog. Anche lo stile va in effetti in linea di massima ancora una volta deciso verso sonorità che rimandano alla fine degli anni ’60 e inizi degli anni ’70, ovvero all’epoca d’oro del prog, con inevitabili forti influenze dei vari Yes, Genesis, Van der Graaf Generator, Camel, ecc.
L’album inizia abbastanza bene con tracce tutto sommato brillanti come “Beginner’s Eyes”, “Hollow Man”, “Mother Earth” – in qualche modo collegata a “Father Sky” – nonchè la sognante e atmosferica “The Dream”. Ritroviamo anche due strumentali, ovvero “Dr. Ribadeaux” – che presenta un approccio decisamente prog, nonostante la breve durata – e “The Queen”, dove invece sembra quasi di respirare sonorità rinascimentali. Diciamo che, in linea di massima, a partire da “The Light In Your Eyes”, la tracklist comincia invece a calare parecchio d’intensità e di interesse.
Come abbiamo sempre sottolineato nelle nostre precedenti recensioni, ancora una volta ci teniamo a ribadire che la qualità dei musicisti non può essere messa minimamente in discussione, ma a livello di songwriting l’album sembra proseguire quasi per inerzia, con poche idee e poca brillantezza. Neanche la suite conclusiva, costruita tutto sommato molto bene per quanto concerne le parti vocali, con la presenza anche di voci femminili (così come nella ballata che la precede, “Day For Peace”), ci ha particolarmente entusiasmati.
In generale, si riscontra comunque un ottimo feeling tra i musicisti, che riescono come sempre ad incantare per la loro grande qualità interpretativa ed esecutiva, intrecciando in maniera superba le loro parti, che s’incastrano e convivono alla perfezione come tessere di un mosaico, con Roine Stolt, in particolare, sempre superbo per la bellezza dei suoi fraseggi e dei suoi assoli.
“Look At You Now” è dunque ancora una volta un album dove i The Flower Kings sembrano partire dalle potenzialità di un diamante grezzo, possedendo qualità sopraffine e di riconosciuto valore, che probabilmente non riescono però a lavorare a sufficienza per plasmarne un prodotto ottimale e brillante: diciamo che ne riconosciamo certamente il valore e il lavoro svolto, ma il risultato finale, in generale, non è sempre quello che sarebbe stato lecito aspettarsi.
