6.0
- Band: THE FORECAST
- Durata: 00:38:16
- Disponibile dal: 15/08/2005
- Etichetta:
- Victory Records
- Distributore: Venus
Era imprevedibile quanto potesse cambiare nel corso degli anni una etichetta come la Victory, da sempre dedicata ad un hardcore durissimo e metallico, intransigente tanto da crearsi una precisa identità: il Victory-style è sempre stato infatti un riferimento di genere, che faceva immediatamente pensare all’hardcore violentissimo, brutale e metallizzato di All Out War, Integrity, Earth Crisis e molti altri nomi. Ora la label si apre più frequentemente a nuove tendenze, decisamente più radiofoniche, per allargare le sue vedute o semplicemente per abbracciare un bacino più ampio di utenza. Questi The Forecast sono completamente slegati dal pitbull-hardcore di casa Victory, ci si trova davanti da subito a qualcosa di differente semplicemente osservando la cover: cielo scuro, campi aperti, la campagna immensa della grande terra di Lincoln, Nebraska, luogo della registrazione di questo “Late Night Conversation”. Siamo alle prese con un alt-rock di ampio respiro, sognante e arioso, pacifico e semplice, affascinato dalla quiete di un paesaggio tanto lontano dalla frenesia urbana. Musica da viaggio, da accompagnamento nel percorrere le ampie distese della campagna statunitense. Due voci guidano il viaggio sonoro, non lisergico o psichedelico ma semplicemente esplorativo, pulite e giovani si alternano le parti nel gioco di dipingere un quadro sereno e sognante. I chorus leggeri della title track come di “Seating Subject To Availability” sono presenti in quasi tutte le dieci tracce del disco, nel complesso davvero emozionale e di efficace ascolto in determinati stati umorali, sicuramente una facile colonna sonora in una lunga percorrenza o nella contemplazione di spazi estesi. Arpeggi e riff delicati sono quello che dovete aspettarvi, nessuna finezza strumentale, assieme a partiture vocali cantate a gran voce per farsi sentire da tutte le creature che abitano le immense praterie. Qualche eco hardcore emerge qua e là, nella sembianza di sporadici cori e break, probabili reminiscenze del passato sonoro della band. La semplicità fa guadagnare in immediatezza, questo è certo, ma paga in longevità e in profondità, mettendo una scadenza abbastanza breve al prodotto finale, vuoi per la mancanza di pezzi memorabili vuoi per la scarsa incisività. Un acquisto da vagliare con attenzione.
