7.0
- Band: THE FORSAKEN
- Durata: 00:44:24
- Disponibile dal: //2002
- Etichetta:
- Century Media Records
- Distributore: Self
Gli Svedesi The Forsaken giungono con questo “Arts Of Desolation” al loro secondo album, il quale segue a distanza di circa un anno e mezzo il buon “Manifest Of Hate”, pubblicato sempre dalla Century Media a inizio 2001. Questa nuova fatica in studio segna senza ombra di dubbio un passo in avanti per la band, ora piu’ che mai in grado di coniugare al meglio le sue due piu’ grosse influenze, ovvero il death metal di stampo floridiano (Morbid Angel) e le melodie svedesi care agli At The Gates. Se il primo album presentava un songwriting dalla qualita’ altalenante e a volte un po’ impacciato, questo nuovo lavoro puo’ vantare un’ispirazione senz’altro maggiore, nonche’ un approccio leggermente piu’ thrashy che crediamo proprio portera’ alla band un buon numero di nuovi fan e tanto rinnovato interesse grazie a dei brani potentissimi e tutt’altro che semplici, pieni di stop’n’ go e soluzioni tipiche della scuola americana, che vi porteranno ad ascoltare il disco piu’ e piu’ volte prima di poter dire di averlo assimilato pienamente. L’iniziale “Incubator” e’ un vero e proprio assalto frontale, un brano in cui la band sfoggia tutta la sua tecnica e dove sono presenti dei riff fantastici. La successiva “The Hatebreed” non e’ da meno e oltre a parti velocissime sorrette dai blast beats del drummer Nick Grabowsky (un vero mostro di tecnica e fantasia) troviamo delle parti rallentate da urlo su cui si staglia il growl dell’incazzatissimo Anders Sjholm, anch’egli decisamente migliorato rispetto al debut album e in grado di variare spesso la sua timbrica. Un altro brano assolutamente degno di nota e’ “Dethroned”, il quale paga un forte dazio ai Morbid Angel piu’ cupi, cadenzati e opprimenti e che si rivela uno dei brani migliori di “Arts Of Desolation”. Uno dei piu’ grandi pregi della band e’ senza dubbio quello di saper tenere alto l’interesse nell’ascoltatore grazie ai frequenti cambi di tempo e alla scelta di mantenere una certa melodia di fondo che non porta i brani ad assomigliarsi troppo gli uni agli altri, pur avendo tutti piu’ o meno le stesse caratteristiche. A volte, proprio come nel debut, la band risulta un tantino prolissa, eccedendo forse in tecnicismi e facendo risultare qualche stacco un po’ troppo azzardato, ma tutto sommato si puo’ parlare di “Arts Of Desolation” come di un album convincente. Un plauso quindi ai The Forsaken, che hanno sfornato un disco senza compromessi, non cadendo nella tentanzione di semplificare il proprio sound e di renderlo piu’ accessibile e orecchiabile come invece vuole la “moda” del momento. Avanti cosi’, death metal is still alive!
