7.0
- Band: THE FORSAKEN
- Durata: 00:41:07
- Disponibile dal: 29/06/2012
- Etichetta:
- Massacre Records
- Distributore: Audioglobe
Da sempre autori di un solido death metal vagamente influenzato da sonorità melo-death e thrash, gli svedesi The Forsaken hanno probabilmente raccolto meno di quanto avrebbero effettivamente meritato. Il loro stile, d’altronde, è spesso parso essere troppo melodico per il death metaller medio e, al contempo, troppo spigoloso e brutale per coloro che, agli inizi degli anni 2000, seguivano con trepidazione le gesta di realtà loro connazionali come Arch Enemy, Soilwork o Carnal Forge. Tre album pubblicati dalla potente Century Media non sono bastati a imporre il nome dei Nostri all’attenzione del grande pubblico e questa perenne carenza di risultati deve aver portato il quintetto a prendersi una pausa per dedicarsi ad altro. In tutta onestà, ci eravamo praticamente dimenticati di esso sino all’arrivo di questo “Beyond Redemption”, album licenziato dalla Massacre Records che il gruppo ha auto-prodotto con l’aiuto di Jens Bogren (Paradise Lost, Kreator) in sede di mastering. Una piacevole sorpresa! Nonostante ben nove anni di assenza dalle scene, i The Forsaken non hanno infatti perso dimestichezza con il songwriting, nè tantomeno sono regrediti dal punto di vista tecnico-esecutivo. Il riffing ha riacquistato un’impronta maggiormente death metal rispetto al precedente “Traces Of The Past”, ma appare comunque piuttosto pratico e sufficientemente agile, pesante ma sempre forte di un pizzico di melodia, con riferimenti che vanno dagli Hypocrisy ai classici Morbid Angel, passando per At The Gates e Vomitory; gli assoli della coppia Persson/Holm risultano sempre assai curati, come del resto il drumming di Nicke Grabowski, davvero mirabile per precisione e fantasia. L’impatto complessivo è insomma felice, anche a dispetto di un paio di tracce un po’ scolastiche nello svolgimento. Ma, dopo tutto, sarebbe stato impensabile pretendere una coesione e un prodotto perfetti dopo anni di pseudo-inattività, nei quali la band ha soltanto tenuto qualche show ogni tanto. Si spera che ottimi pezzi come “Reap As We Have Sown” o “Blessed With Wrath” riescano a destare qualche interesse in più del solito, ma probabilmente il “problema” di un tempo – quello di collocarsi in un limbo un po’ ambiguo per certi ascoltatori di metal estremo – si ripresenterà anche con “Beyond Redemption”; dal canto nostro, comunque, non possiamo che consigliare l’ascolto del disco e, più in generale, dell’operato dei The Forsaken, realtà sinonimo di professionalità e dedizione sin dagli esordi.
