THE GATHERING – Sleepy Buildings – A Semi Acoustic Evening

Pubblicato il 27/01/2004 da
voto
8.0
  • Band: THE GATHERING
  • Durata:
  • Disponibile dal: 26/01/2004
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: Self

I The Gathering hanno classe da vendere, lo dimostrano una volta di più con questo “Sleepy Buildings – A Semi Acoustic Evening”, ultima release dei nostri su Century Media. L’album non è né un live né una sorta di best, ma intelligentemente è un viaggio tra le sonorità di quattordici tra i brani più belli della loro carriera, che si prestavano ad essere resi ancor più atmosferici e rarefatti dall’alone unplugged e da alcuni ri-arrangiamenti di gusto raffinato, come le nuove versioni di “The Mirror Waters”, di “Stonegarden” e di “Like Fountains”, dai primi due full-lenght “Always” e “Almost A Dance”. La linea guida del lavoro è l’attitudine soft che caratterizza l’attuale ricerca musicale dei The Gathering, qui volta a reinterpretare il recente passato e a trasmettere all’ascoltatore le emozioni di un live-set molto intimo e le sensazioni di un contatto profondo con la loro musica spogliata dei pur pochi orpelli. In questo minimalismo di fondo risiedono tutto il fascino e la pregevolezza di “Sleepy Buildings – A Semi Acoustic Evening”, un album che è stato abilmente (per nostra gioia) sottratto al rischio di essere pleonastico. Basta poco, anche solo chiudere gli occhi per un istante, per scivolare dolcemente nell’universo senza tempo della nostra mente, nel trip emozionale che ogni nota sa alimentare. Come già nel discusso trip-rock di “If_Then_Else”, lo scopo è quello di fermarsi metaforicamente, di lasciarsi trasportare dalle suggestioni della musica, di abbandonare la realtà. L’abbandono però non è mai indolore, permangono canzoni cariche di amarezza, come la struggente “In Motion Part II”, l’impotente “Marooned”, o il duo disperato “Saturnine”/”Amity”, per non parlare di “Locked Away” e “Like Fountains”. Il disco privilegia per numero i componimenti sperimentali e lisergici di “How To Measure A Planet”, perfetti per le loro aperture e le dolci claustrofobie visionarie. I The Gathering sono evocazione delicata di tutto un mondo di alterni sentimenti, pugni di note accostate con raffinatezza che richiamano interi microcosmi. I brani presenti sembrano essere divenuti scarni, ma aver acquistato, per contro, forza espressiva, grazie alle revisioni molto libere, ricche di modifiche nel ritmo e di improvvisazioni. La voce di Anneke è splendidamente eclettica, vola da un tono all’altro con grazia dolcissima, alle volte rarefatta, alle volte umanamente dolorosa, sempre vibrante di significati. Bellissimi gli intrecci con il piano di Frank e con le chitarre, in prevalenza acustiche. Sempre sapienti i giochi tra dilatazioni paniche e involuzioni. Semplici ed evocativi lavori basso-batteria compiono il resto, l’impressione è quella di trovarsi ad uno di quegli show settantiani dove non contava quanto perfettamente avessi suonato i tuoi pezzi, ma quanto avresti saputo viverli suonandoli. Sottili anarchie popolano “Sleepy Buildings – A Semi Acoustic Evening”, e uno stile quasi da jam-session in certe parti. Indimenticabili, tra le altre canzoni, il manifesto mescalinico di “Red Is A Slow Colour” e la sognante sensualità di “Travel”. Il solo inedito è la title-track, un piacevole interludio di voce e piano compenetrati con grande sintonia, corredato da fraseggi di sapore jazz. In fondo alla recensione c’è un bell’otto, esagerato, penserete, per un live… La mia verità è che qualunque cosa facciano, i The Gathering hanno la poesia dentro, una poesia che non può lasciare indifferenti coloro che amano una musica di atmosfere e di suggestioni, creata per non essere ascritta a nessun genere, tranne a quello indefinibile dell’Arte. Se volete sapere cosa si prova ad ascoltare degli Artisti dal vivo, oppure se semplicemente volete un’ora in cui dimenticare tutto, questo live è il vostro acquisto. Con buona pace degli ottusangoli del metallo “tradizionale”. Anzi, speriamo che i The Gathering siano sempre prolifici nel regalarci ulteriori evoluzioni nei prossimi studio-album.

TRACKLIST

  1. Locked Away
  2. Saturnine
  3. Amity
  4. The Mirror Waters (v.2003)
  5. Red Is A Slow Colour
  6. Sleepy Buildings
  7. Travel
  8. Shrink
  9. In Motion Part II
  10. Stonegarden (v.2003)
  11. My Electricity
  12. Eleanor
  13. Marooned
  14. Like Fountains (v.2003)
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