7.0
- Band: THE GHOST INSIDE
- Durata: 00:36:42
- Disponibile dal: 08/06/2010
- Etichetta:
- Mediaskare
Spotify:
Apple Music:
Vedere l’enorme responso del pubblico all’Imperial Never Say Die tour del 2009 (Cesena) ci ha fatto aprire gli occhi sui The Ghost Inside, combo di LA che da tempo viaggia al di sotto dei radar del mainstream, e ponendo l’accento sul suffisso “-core” ha pubblicato il validissimo debutto “Fury And The Fallen Ones” (2008). “Returners” non sfoggia pretenziosi tentativi di ammodernamento, limitandosi a portare avanti il discorso intrapreso nel debutto in maniera del tutto speculare, nonostante l’artwork di copertina distante dalla moda attuale. Non fatevi trarre in inganno dall’opener “Walk Away From The World”, strumentale hardcore melodico vecchia scuola, è la successiva “Greater Distance” a rappresentare appieno i The Ghost Inside, formazione che ha digerito la lezione dei Bury Your Dead e la ripropone nel suo suono grasso e corposo, basato sulla fusione della sezione ritmica ultraheavy e d’impatto (bass drop, rallentamenti e trigger la fanno da padrone) a chitarre che alternano hardcore melodico e pesantezza ribassata, condite dallo screaming aggressivo di Johnathan Vigil (che ricorda in più di un’occasione Jasta) e da gang vocals abbondanti. Date le premesse sembra quasi ovvia la partecipazione dell’ex Bury Your Dead Matt Bruso, paradossalmente in uno dei pezzi più old school dell’album, che va a raddoppiare l’aggressività delle linee vocali di “Chronos”. Più interessante il contributo di Tom Green, voce degli Sleeping Giant che presta la voce per un dibattito in musica sui conflitti intrinseci del metal cristiano. Un suono moderno per una formula ben codificata dunque, che non stupirà per nulla i fan del genere ma che saprà esaltare le due scuole grazie a una qualità e un tiro invidiabile, indispensabile ingrediente per esibizioni live davvero infuocate. Chi si lamenta dell’immobilismo sonoro ascolti “It’s Nothing Personal”, rimetta “Returners” e rifletta.
