THE GHOST INSIDE – The Ghost Inside

Pubblicato il 09/06/2020 da
voto
8.0
  • Band: THE GHOST INSIDE
  • Durata: 00:39:11
  • Disponibile dal: 05/06/2020
  • Etichetta: Epitaph
  • Distributore: Self

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Il 19 novembre 2015 la strada dei The Ghost Inside si è interrotta sulla Statale 180, a pochi chilometri da El Paso, Texas. Uno scontro tra il loro van e un autoarticolato è costato la vita ai piloti di entrambi i veicoli. Il frontman Jonathan Vigil ha subito fratture alle vertebre e ad entrambe le caviglie, il chitarrista Zach Johnson è dovuto ricorrere ad almeno tredici interventi chirurgici e il batterista Andrew Tkaczyk si è svegliato da un coma di dieci giorni scoprendo di aver perso una gamba. Narrare il trionfo sulle avversità è un tema tipico dell’hardcore ma, a quattro anni dal tragico evento, nel miracoloso ritorno della band di Los Angeles la tematica assume una dimensione totalmente diversa. Tuttavia, con coscienza, la band decide di non entrare mai esclusivamente nello specifico, assolutamente determinata a non farsi definire da quella disavventura: “Non riguarda quello che ci è successo… ma il nostro viaggio, la nostra crescita, chi siamo realmente”. L’opener “1333” da letteralmente i brividi, con Vigil che tuona “T.G.I./ From the ashes brought back to life!” su un minuto secco di breakdown. Poi arrivano “Still Alive”, “The Outcast” e “Pressure Point”, a riprendere il discorso interrotto sei anni prima in “Dear Youth”, in una sintesi esperta della variante di hardcore metallico che in tantissimi hanno tentato di imitare. Più avanti “Make or Break,” “Begin Again” e “Aftermath” ci riportano ai tempi di “Get What You Give” con grandi anthem e passaggi contagiosi, probabilmente figli del contributo dell’amico, collaboratore di lunga data e co-producer Jeremy McKinnon (A Day to Remember). L’emozione di sentire nuova musica targata The Ghost Inside è simile a quella avuta poco tempo fa davanti al ritorno degli As I Lay Dying, percepiamo il medesimo desiderio di riscatto e siamo investiti dalla stessa ondata positiva, con la differenza sostanziale di un carico emotivo che in questo caso è impossibile non ritenere sincero, così tanto che anche la sbandata radio rock “One Choice” – che tanto ci ricorda i P.O.D. – può essere ritenuta azzeccata. Will Putney alla console è come al solito potente e perfetto senza essere sterile. Gli ostacoli non sono finiti nella carriera dei TGI (il giorno dopo la pubblicazione la band si è separata dal bassista, colpevole di comportamenti razzisti), quel che è certo è che difficilmente di questi tempi ascolterete una formazione tanto motivata, vitale e proiettata al futuro. Bentornati, è il caso di dire.

TRACKLIST

  1. 1333
  2. Still Alive
  3. The Outcast
  4. Pressure Point
  5. Overexposure
  6. Make Or Break
  7. Unseen
  8. One Choice
  9. Phoenix Rise
  10. Begin Again
  11. Aftermath
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