8.0
- Band: THE GREAT OBSERVER
- Durata: 00:36:27
- Disponibile dal: 30/04/2026
- Etichetta:
- Black Seed Productions
Interessantissimo debutto per gli italiani The Great Observer, che escono con un full-length dal titolo “Loss Of Transcendence” per l’etichetta spagnola Blackseed Productions. Il disco sarà disponibile dal 30 aprile e non avrebbe potuto esserci data migliore, trattandosi della famigerata Notte di Valpurga, ricorrenza pagana vincolata ai sabba di streghe e celebrata da numerose band, tra cui i padrini del black metal ellenico Varathron con il disco “Walpurgisnacht” del 1995.
La formazione dei The Great Observer vede coinvolti alcuni nomi noti della scena underground tricolore, come il chitarrista/cantante Daniele Zennaro (Night Gaunt), il bassista Claudio Scialabba (Vultures Vengeance) e il batterista Luca Ercolani (Demonomancy e Thulsa Doom). A questo terzetto si aggiunge il secondo chitarrista Matteo Arena.
“Loss Of Trascendence” è un lavoro registrato tra il 2024 e il 2025, in cui si intrecciano un black metal epico e oscuro di marcata impronta mediterranea, con fiammate di thrash e death metal old-school.
L’epicità si evince subito dalla bellissima copertina realizzata dallo stesso Claudio (uno scenario apocalittico alle pendici di un’acropoli avvolta dall’oscurità) e dal concept eclettico e complesso che sta dietro ai testi, i quali si innalzano a un livello superiore rispetto alla media della scena attuale, grazie a riferimenti ricercati e particolarmente eruditi: un viaggio tra autori classici (Democrito, Epicuro e Lucrezio) e l’esistenzialismo ateo di giganti a cavallo tra Ottocento e Novecento del calibro di Friedrich Nietzsche, Søren Kierkegaard, Jean-Paul Sartre e Albert Camus. Insomma, un approccio compositivo raffinato che punta a far riflettere l’ascoltatore sulla condizione dell’uomo totalmente libero e responsabile del suo destino, per via della consapevolezza del crollo di ogni valore assoluto, metafisico e religioso.
I The Great Observer non si limitano però ad alzare l’asticella in termini di testi, ma dimostrano di essere degli assi anche con gli strumenti, proponendo un black/death/thrash per nulla banale o copiato dai soliti noti; al contrario riescono a toccare le corde giuste, sia quando si concentrano su melodie lugubri, affini al culto dei Mortuary Drape e alla primissima scuola greca, sia quando puntano sull’aggressività.
L’influenza della band alessandrina affiora in tutti i passaggi in cui l’incidere ritmico è in d-beat, come in “The Great Observer” e in “The Weight Of Being Free”, salvo poi decelerare drasticamente nelle parti centrali più vicine al doom, arricchite da un esaltante intreccio di assoli e armonie di chitarra orientaleggianti ed evocativi in pieno stile Varathron di “His Majesty At The Swamp”.
“Sentenced At High Noon” esordisce con una cavalcata in doppia cassa alla Master di “Unknown Soldier” e del biennio 1990-1991, che va a dialogare con parti moderatamente sostenute in stile Thou Art Lord. Si spinge sull’acceleratore con “Herald Of Thorns”, insistendo su un’alternanza tra accelerazioni più stridule e caotiche alla Zemial, Nergal e Kawir, un groove cadenzato alla Rotting Christ dominato da alcuni arabeschi inserti di chitarra e infine violentissime parti in blast-beat sorrette da taglienti riff black/death alla Angelcorpse.
Con “How Far The Faithless Will Venture”, “Impervious Creation” e “At The Summit of Consciousness” torna con prepotenza il tema dominante in stile Mortuary Drape, ben orchestrato da una linea ritmica caratterizzata da un basso corposo sullo stile dei Necromantia di “Lord Of The Abyss” e dei Mortify di “Dizziness Of The Occult” più una batteria precisa e dinamica.
Il pathos esplode nella conclusiva “Loss Of Transcendence”, che ripete la formula imperante dell’album, dimostrando ulteriore ambizione nelle architetture di chitarra. Tetra e coinvolgente la voce che, giustamente, rende omaggio a Wildness Perversion e Stefan Necroabyssious.
“Loss Of Transcendence” è un ottimo esempio di revival delle atmosfere tipiche del black metal mediterraneo risalente ai primissimi anni Novanta, in cui le tonalità cupe e le atmosfere funeree la facevano da padrone, in maniera ben distinta rispetto alle sonorità fredde della scena scandinava.
I The Great Observer non si limitano a ripetere la lezione dei maestri, siano essi i nostrani Mortuary Drape del periodo 1987-1997 o la nobile corrente dell’Attica, ma la modellano e la arricchiscono con l’aggiunta di influenze death e thrash, rigorosamente old-school, che non vanno mai fuori tema, bensì danno una forma più distintiva e completa al tutto, nel riproporre un sound troppo spesso dimenticato quando si parla di black metal. “Loss Of Transcendence” è un’epica discesa nell’oltretomba, un percorso di ricerca e scoperta spirituale per comprendere il fine ultimo dell’umanità e di un mondo privo di divinità.
