THE GROTESQUERY – The Lupine Anathema

Pubblicato il 07/05/2018 da
voto
6.5
  • Band: THE GROTESQUERY
  • Durata: 00:37:36
  • Disponibile dal: 06/04/2018
  • Etichetta: Xtreem Music
  • Distributore:

Rogga Johansson (Paganizer, Putrevore, Johansson & Speckmann e decine di altri) e Kam Lee (Massacra) sono tornati! Due personaggi questi – in particolare il primo – che siamo quasi stanchi di presentare vista l’enorme mole di album che annualmente escono sotto forma di varie band. Questo loro progetto, che tra le file vede sempre la collaborazione di Johan Berglund al basso e Brynjar Helgetun alla batteria, due fedeli e ormai affidabili mestieranti, è giunto al quarto capitolo in studio e, a differenza di altri gruppi, soprattutto di Rogga Johansson, continua a essere caratterizzato da un livello di ispirazione soddisfacente. Terminata la prima trilogia di lavori le cui tematiche erano incentrate sulle opere di due artisti celebrati in lungo e in largo ormai da chiunque in ambito metal – parliamo ovviamente di H.P Lovecraft ed Edgar Allan Poe – inizia quella che, nelle intenzioni, vorrebbe essere la prima pietra di una seconda trilogia di album a tema licantropia e affini. Che l’originalità sia l’ultima delle intenzioni di questo progetto era chiaro sin dall’inizio, anche solo leggendo i nomi dei partecipanti a dirla tutta. “The Lupine Anathema” è un disco di onesto old-school death metal, dove le influenze per la scena swedish e in particolare per una band come i Grave sono la base di partenza. I brani sono tutti infarciti sapientemente di sano groove e mid tempo poderosi e, a rendere la proposta più mistica, si respira una lieve atmosfera gotica e fascinosa, tipo primi Paradise Lost, per capirci. Il riffing del buon Rogga Johansson, come sempre del resto, non raggiunge mai velocità supersoniche e nemmeno livelli di elaborazione cervellotica: si preferisce giocare tutto sull’impatto frontale e sul trasporto emotivo che, per la verità, non sempre è così riuscito, nel senso che, con il susseguirsi degli ascolti, emerge una certa ripetitività. Insomma, questo è il classico album da pilota automatico, i brani sia come struttura che come tema melodico sono tutti piuttosto simili tra di loro, c’è di bello che nel platter non si ravvisano preoccupanti cali di tensione, nonostante la ripetitività di cui si accennava, di conseguenza non si rilevano nemmeno apici di irresistibile memorabilità. Un album onesto e di tradizione, senza infamia e senza lode.

TRACKLIST

  1. Under the Curse of the Full Moon
  2. By Feral Ways
  3. Wrath of the Garvulves (By the Eyes of Moonlight)
  4. Advent of the Werewolves
  5. The Faceless God
  6. As Death Dies
  7. The Beast of the Bayou (Night of the Rougarou)
  8. Dark Cry of the Wolf
  9. Ithaqua the Wind Walker
  10. Bloodcurdling Tales
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