7.0
- Band: THE GUESTZ
- Durata: 00:39:27
- Disponibile dal: 20/10/2017
- Etichetta:
- Illegal Records
I romani The Guestz nascono nel lontano 2006, chiaramente con l’intenzione di proporsi all’interno del panorama Hard Rock italiano; si può capire infatti dalla iniziale “Perseverance” di questo loro nuovo full-length, intitolato “Hopeless Case of Perseverance”, e dall’utilizzo della ritmica e in generale dai singoli elementi dal sapore tendenzialmente anni ’70 e ’80, che le principali influenze dei Nostri sono da ricercare in nomi noti quali Hardcore Superstar, The Cult, AC/DC, cui viene fatto anche un vero e proprio omaggio nel simpatico brano “Acid Easy”, e quant’altro. La sensazione è che questi ragazzi abbiano voluto in un certo senso mettere insieme varie sfaccettature provenienti da numerose realtà affermate per ottenere un prodotto che potesse risultare comunque vario e fresco al punto giusto: “Gettin’ Laid” profuma di Guns’n Roses lontano un miglio, “Eyes Wide Open” inizialmente ci ha fatto rivolgere un pensiero al punk per poi invece assumere delle connotazioni decisamente più ottantiane e riscontrabili in gente come ad esempio i Faster Pussycat; carina anche l’idea di collocare a fine album una cover di “I Was Told” di una band relativamente poco nota dalle nostre parti come i Rhino Bucket. In generale, l’intera tracklist ci fa guardare indietro con un sorriso in pressoché ogni passaggio, riuscendo inoltre a farci divertire e a portare un po’ di clima festaiolo in casa nostra durante l’ascolto, il che di questi tempi è una qualità da non sottovalutare, soprattutto notando l’eccessiva seriosità che spesso sembra dilagare tra i musicisti moderni. La produzione è anch’essa curata a dovere, e per questo ci sentiamo di dire un sonoro ‘bravo!’ al produttore Danilo Silvestri, che ha fatto decisamente un buon lavoro, soprattutto paragonando quest’album a numerose altre produzioni indipendenti che escono abitualmente sul mercato. Chiaramente non siamo di fronte a niente di originale, né tanto meno a un album per cui strapparsi i capelli, ma si tratta di quell’uscita con la giusta dose di divertimento e nostalgia, anche grazie ai suoi difetti, che non può che far bene alle nostre orecchie, nonché al nostro umore. Se vi piace l’hard rock, così come far festa, date un ascolto a quest’album e magari andate a sentire i The Guestz dal vivo alla prima occasione, che sicuramente vi faranno passare una piacevole serata.
