7.0
- Band: THE HUMAN ABSTRACT
- Durata: 00:36:45
- Disponibile dal: /03/2011
- Etichetta:
- eOne Music
I The Human Abstract ritornano sulle scene con una line-up rimaneggiata, a tre anni di distanza da un album come “Midheaven” che aveva permesso loro di farsi notare e di calcare parecchi palchi con una certa visibilità (li ricordiamo,ad esempio, di spalla ai Protest The Hero). Il rientro del chitarrista originario della band, A.J. Minette, si riconosce ben presto, specialmente in fase di songwriting viste queste strutture delle canzoni dall’impronta molto più neoclassica e, se vogliamo, per certi aspetti quasi “barocca”, specie nell’uso massiccio di melodie chitarristiche, arpeggi e aperture musicali degne di band non propriamente metal e, appunto, con un forte background classico (più di una volta ci sono venuti in mente i Muse, per capirci). Inoltre l’ex vocalist Nathan Ells è stato sostituito da un altro cantante abbastanza conosciuto: stiamo parlando del giovanissimo Travis Ritcher (From First To Last), che sarà anche esteticamente più bello rispetto a Ells, ma che vocalmente ci sembra un po’ meno brillante e versatile in tutte le varie sfaccettature del sound di questa band che, è bene ricordarlo, è davvero particolare. I nostri infatti ricalcano un po’ le orme di band tipo Between The Buried And Me, amalgamando elementi progressive metal/math-core con quintalate di interferenze melodiche, in un tripudio di note e assoli frenetici. Diciamo che il risultato finale è un disco che si lascia ascoltare più che volentieri, anche se in certi episodi sembra prevalere una sorta smania di strafare e di shockare l’ascoltatore con controtempi sbilenchi, strutture da mal di testa e frenetici tecnicismi, perdendo un po’ di vista quella che è la fruibilità di una canzone. Una band che in ogni caso consigliamo caldamente a tutti gli appassionati di sonorità moderne e progressive, anche se chi scrive era rimasto più affascinato dal precedente capitolo, questo “Digital Veil” rappresenta un gradito ritorno, e nel complesso è un disco più che godibile.
