THE LORD WEIRD SLOUGH FEG – The New Organon

Pubblicato il 29/06/2019 da
voto
7.5
  • Band: SLOUGH FEG
  • Durata: 00:37:04
  • Disponibile dal: 14/06/2019
  • Etichetta: Cruz Del Sur Music
  • Distributore: Audioglobe

La band di Mike Scalzi torna ad utilizzare il moniker completo per l’uscita del suo decimo album in studio, il cui titolo è un esplicito richiamo all’omonima opera di Francis Bacon, nella quale l’intellettuale inglese parla del metodo scientifico – che deve basarsi sulla sperimentazione e l’analisi di dati oggettivi – grazie al quale l’uomo acquisirà gli strumenti per dominare la natura.
Dietro ad un artwork totalmente essenziale troviamo un disco che suona The Lord Weird Slough Feg al cento per cento e rappresenta un graditissimo ritorno dopo un lavoro difficile, macchinoso e non completamente riuscito come il precedente “Digital Resistance”. Tornano quell’epicità dal sapore inequivocabilmente inglese, espressa in frammenti piuttosto che in lunghe cavalcate, e le melodie celtiche, ad esempio nella riuscitissima “The Apology”, capace di farsi ricordare praticamente da subito. Numerosi echi maideniani e più in generale richiami alle cavalcate anni ‘80 tipiche di una certa NWOBHM, cui si aggiungono influenze anni ‘70 (impossibile non fiutare tracce di Thin Lizzy) danno vita ad ottimi brani come la titletrack e “Uncanny”, mentre la melodica e stramba – ma non per i canoni degli statunitensi – “Being And Nothingness” stizza addirittura l’occhio ai Queen. Scalzi è uno che mette cuore ed anima in quello che fa e questo si avverte in ogni nota: “The New Organon” è un buon disco, privo di momenti morti quanto di highlight clamorosi, e questo è un vero peccato oltre a rappresentare il limite della band, che si ferma sempre poco prima del capolavoro (almeno volendo giudicare i singoli pezzi, perchè a livello ‘globale’ è impossibile sorvolare su picchi quali “Down Among The Deadmen” e “Traveller”, ad esempio). In ogni caso ad oltre vent’anni dal debutto i quattro americani – tra cui il cantante e chitarrista Mike Scalzi è rimasto unico membro originale – riescono a dare alle stampe un lavoro piacevole, fresco come una pinta di birra al pub in una calda serata estiva. Quella che è forse la band americana con il sound più europeo mai esistita ha insomma ancora alcune frecce nel suo arco, e noi ne siamo davvero felici: ascolto consigliato non solo ai vecchi fan ma anche a chi si approccia per la prima volta alla discografia di questi menestrelli celtici a stelle e strisce.

TRACKLIST

  1. Headhunter
  2. Discourse On Equality
  3. The Apology
  4. Being And Nothingness
  5. New Organon
  6. Sword Of Machiavelli
  7. Uncanny
  8. Being And Nothingness
  9. Exegesis/Tragic Hooligan
  10. The Cynic
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