5.0
- Band: THE LURKING CORPSES
- Durata: 00:58:42
- Disponibile dal: 14/10/2014
- Etichetta:
- Hells Headbangers
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Festaioli con spiccato interesse per il macabro, i The Lurking Corpses vorrebbero tanto reincarnarsi nei cari vecchi Misfits. L’intero “Workin’ For The Devil” grida il nome degli horror punkers per eccellenza ai quattro venti, non provando nemmeno ad occultare la principale fonte d’ispirazione dietro a una facciata lievemente più personale. Piuttosto, si cerca di esplorare in parte della tracklist un modus operandi più robusto e metallico, andando a scompaginare il campo con guitarwork maideniani, falsetti alla King Diamond, brucianti accelerazioni mutuate dallo speed metal più isterico. Il grosso dei pezzi risente però dell’ossessione per le melodie tenebrose e seduttive delineate da Glenn Danzig and company a suo tempo, non disdegnando nella seconda metà del disco vari excursus nella carriera solista del corpulento singer americano. La sguaiatezza quasi cacofonica dei brani prettamente metal non depone a favore del gruppo, in tali circostanze sembra di assistere all’operato di una cover band che metta assieme in fretta e furia la scaletta per una serata imminente, e ripercorra dozzinalmente i cavalli di battaglia altrui. Le linee chitarristiche sono a dir poco elementari, le vocals imbastite in qualche maniera imitando i big del settore a mo’ di parodia, mentre la sezione ritmica pesta disordinatamente, alternando i pattern con pochissimo costrutto, così che nello spingere sulle alte velocità inciampa più volte in un caos piuttosto imbarazzante, e quando rallenta non sa proprio che pesci pigliare. Gli sporadici ricorsi al falsetto e al growl lasciano il tempo che trovano, assecondando la tendenza a buttarla in caciara, come se i The Lurking Corpses usassero il disco solo per giustificare la chiamata a qualche festa privata per fungere da intrattenimento ai bagordi. In questo campo, aiutati da costumi di scena grotteschi e un’attitudine tutt’altro che seriosa, potrebbero effettivamente avere un senso. Soffermandoci invece sugli episodi punkeggianti, qualcosa da salvare lo troviamo, pur galleggiando i The Lurking Corpses in una mediocrità da cui difficilmente riusciranno mai ad uscire, visto che ridendo e scherzando sono già al quarto full-length in quattordici anni. “The Leech And The Worm”, “Tonight” e “Lady Frankenstein” sfiorano il plagio di quanto contenuto in dischi storici come “Walk Among Us” e “American Psycho”, è vero, però hanno il pregio di divertire e ricordarci con simpatia uno stile oggi masticato da pochi. I refrain sono azzeccati e i giri chitarristici accattivanti, quanto basta per regalare qualche minuto di spensieratezza, circondati dall’aurea dannata infusa dalla voce di Lord Vladimir Von Ghoul, praticamente indistinguibile dal Danzig in versione giovanile. Non sono malaccio nemmeno le due dark-ballad “No One Will” e “In Hell (I Wait For You)”, che denotano perlomeno un minimo di sensibilità musicale da parte del gruppo, impegnato in questi frangenti a costruire un’atmosfera decadente e spiritica, senza ricorrere a troppi lazzi e frizzi, inseriti a profusione nel resto della tracklist. Questi elementi contribuiscono a non prendere troppo sul serio il lavoro, difficile comunque da consigliare a qualcuno vuoi per la pochezza di idee, vuoi per un minutaggio sproporzionato. Se “Workin’ For The Devil” fosse durato mezz’ora e avesse incluso solo inni punk di due minuti e mezzo una sufficienza se la sarebbe portata a casa, ma di fronte a quasi un’ora di musica oltremodo dispersiva diventa difficile salvare questi strampalati guastafeste. Vanno bene solo per un party debosciato affogato nel vizio e nella lussuria.
