THE LUST SYNDICATE – Capitalism Is Cannibalism

Pubblicato il 17/01/2019 da
voto
7.0
  • Band: THE LUST SYNDICATE
  • Durata: 00:49:08
  • Disponibile dal: 18/01/2019
  • Etichetta: Trisol Music
  • Distributore: Audioglobe

Esordio intenso per il nuovo progetto di Simone Salvatori, già mente degli eccellenti Spiritual Front – di cui riprende in parte sonorità e filosofia, pur mostrando una ricchezza di richiami altri notevole. “Capitalism is Cannibalism” è un titolo decisamente esplicito, ed è infatti forte la componente politica, ben espressa fin dallo spoken words iniziale che tocca il tema del potere e della paura come strumento di controllo e del libero arbitrio; hanno analoghe atmosfere gli altri due brani a titolo “Statement”, che parlano di diversità, cultura e moderna schiavitù (in termini di perdita di identità e di rapporto coi beni di consumo) con una limpidezza a tratti disturbante, specie alla luce dell’atmosfera glaciale di queste tracce; delle due, “Flattering Of Humanity” è anch’essa rarefatta, mentre “The United States Of Slavery” è un esempio perfetto di industrial elettronico, marziale e freddo. Salvatori, con la sua voce, punta a ipnotizzare l’ascoltatore, con piccole ma intense variazioni melodiche rispetto al tappeto omogeneo e a tratti ossessivo dei brani, che pure esprimono tutto lo spettro del variegato mondo post-industrial o neofolk, che pur con tutti i limiti delle etichette rappresenta l’immaginario musicale di riferimento; abbiamo momenti come “Death Moves Towards Us”, un dark pop erede degli anni Ottanta, completato da sciabolate campionate, movenze che tornano su “Utopia As Violence” o la (quasi) accattivante “From Despair To New Barbarism”, trascinante nonostante il tempo non particolarmente accelerato. Altre tracce sono decisamente più introspettive: “One Creed”, “Black Virgin Stabbed Jesus” o la soffocante “Deserted Future”, che riporta alla mente i canoni apocalittici e suicidi della sua band madre, così come avviene nella sulfurea e  iconoclastica “The Word Of God (Is His Sperm)”, perfetta chiusura del lavoro dopo momenti più intensi: da citare la percussiva“Financial Aristocracy”, così come le cadenze abrasive di “Capitalism As Religion”, due brani che insieme rappresentano bene anche il corpus tematico dell’album. Simone Salvatori sa esplorare e offrire oscuri caleidoscopi in scioltezza, e sfrutta bene (passateci il termine) ospitate eccellenti da band come Cult Of Youth o Sol Invictus, così come l’ottimo contrasto determinato tra le atmosfere angoscianti eppure liriche delle canzoni e la copertina ad opera di Rafał Wechterowicz (Integrity, Hirax, Machine Head), efficacemente a metà strada tra l’incisione d’autore e la violenza DIY.

TRACKLIST

  1. Statement: Consenting Victims
  2. Death Moves Towards Us
  3. Utopia As Violence
  4. Statement: Flattering of Humanity
  5. One Creed
  6. From Despair To New Barbarism
  7. Deserted Future
  8. Statement: The United States Of Slavery
  9. Financial Aristocracy
  10. Black Virgin-Stabbed Jesus
  11. Capitalism As Religion
  12. The Word Of God (Is His Sperm)
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.