THE MODERN AGE SLAVERY – Damned To Blindness

Pubblicato il 09/12/2008 da
voto
7.5
  • Band: THE MODERN AGE SLAVERY
  • Durata: 00:40:19
  • Disponibile dal: 28/11/2008
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

Presentati da una cover a dir poco disturbante e trasudante sofferenza da ogni pixel e da un prestigioso contratto con la valida Napalm Records, eccoci piombare tra capo e collo, con rabbia inumana, gli italianissimi The Modern Age Slavery, combo sorto dalle ceneri degli ottimi metal-corer Browbeat ed ora pronto a massacrarci senza tanti compromessi. Il gruppo è nato circa un anno e mezzo fa e non facciamo fatica a comprendere, dopo aver ben assimilato questo “Damned To Blindness”, come abbia fatto in così poco tempo ad essere già nel giro che conta: il disco è una manata in piena faccia, di un’urgenza espressiva quasi spasmodica, al passo coi tempi ma anche con un flavour leggermente retrò che mette bene in chiaro come i cinque emiliani non siano affatto dei pivelli. Parliamo di death metal tecnico e moderno dalle forti tinte –core, che va a pescare un po’ a destra e a manca tra Despised Icon, Job For A Cowboy, Decapitated e Aborted, senza dimenticare i contorti estremismi di gruppi quali i Cephalic Carnage. La produzione di Simone Mularoni, svoltasi ai Fear Studios di Alfonsine, è davvero killer: cruda quanto basta per rendere annichilente l’assalto micidiale dei The Modern Age Slavery, ma anche pulita e precisa per mettere in evidenza la bravura di musicisti che sanno certamente il fatto loro. Alle pelli Gregorio Ferrarese non sbaglia un colpo, tra blastbeat assassini e passaggi intricati; le asce di Luca Cocconi e Simone Bertozzi (attivo anche nei prog-thrasher Empyrios) si inventano riff sempre avvincenti e stacchi al fulmicotone, per poi magari lasciar spazio a sporadici breakdown di cemento armato, sempre ben assistite dal puntuale basso di Mirco Bennati; menzione particolare, infine, per il vocalist Giovanni Bestelli, autore di una prestazione parossistica e assolutamente potente, da vero talento naturale. In quaranta minuti di disco – la durata ideale – tutte le armi dei The Modern Age Slavery vengono schierate sul campo di battaglia: si passa dalle convulse “Red Lines Of Obsessions”, “Descent To Oblivion” e “Damned To Blindness” alle più ‘compassate’ “Drop By Drop”, “Purple” e “The Sublime Decadence Of An Era”, per arrivare in fondo con l’anthemica distruzione affidata a “The Modern Age Slavery” e alla cover di “Wolverine Blues” degli Entombed, quasi superflua in mezzo a cotanto spargimento di sangue. Una graditissima sorpresa, dunque, per tutto il movimento estremo italiano, che certamente trova esemplare esponente in questa formazione da ascoltare a tutti i costi. Fatevi schiavizzare senza problemi!

TRACKLIST

  1. Progenies Of Ancient Slaves
  2. Red Lines Of Obsessions
  3. Damned To Blindness
  4. Drop By Drop
  5. A Desert To Die For
  6. Vile Mother Earth
  7. The Sublime Decadence Of An Era
  8. Shell Of Perversion
  9. Descent To Oblivion
  10. Purple
  11. The Modern Age Slavery
  12. Wolverine Blues
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