THE MONOLITH DEATHCULT – Bloodcvlts

Pubblicato il 06/04/2015 da
voto
6.5
  • Band: THE MONOLITH DEATHCULT
  • Durata: 00:40:32
  • Disponibile dal: 23/03/2015
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

In attesa di un nuovo, sconvolgente full-length album, gli olandesi The Monolith Deathcult si danno alla parsimonia rilasciando un EP di comunque lunga durata, atto a placare gli animi dei fan ormai trepidanti, accresciuti assai dopo i buoni exploit di “Trivmvirate” prima e “Tetragrammaton” poi. Ci aspetteremo, è vero, un titolo d’album che abbia al suo interno qualche riferimento al numero cinque, essendo il prossimo full il quinto dei ragazzi di Kampen; intanto, però, accontentiamoci di questo “Bloodcvlts”, gustoso brunch a base di death metal tecnocratico e brutale, con pochissimi compromessi ma, allo stesso tempo, con tanta contaminazione. Oddio, a dire il vero, a questo giro Robin Kok e compari giocano più a compartimenti stagni, lasciando viaggiare (in parte) da solo il nocciolo classico della loro proposta e concludendo l’EP con due esperimenti che denotano l’ampio margine di follia insito nel DNA della band, che attraverso il tastierista/programmer Carsten Altena riesce a sfogarsi. Le ultime due tracce, infatti, presumiamo inserite in un secondo tempo data l’iniziale idea di dotare “Bloodcvlts” di sei pezzi e non otto, vanno considerate autonome dal resto del materiale, completamente annichilente e sfiancante, nella più massacrante tradizione della formazione oranje, che da anni ormai sa come rileggere e interpretare a piacere il metallo estremo dei vari Nile, Asphyx, Cannibal Corpse e Behemoth. “Die Waffe Mensch RMX” è un remix elettronico-EBM di un collage di pezzi del gruppo, convincente solo a metà e in realtà piuttosto inutile; mentre con “Den Ensomme Nordens Dronning” i The Monolith Deathcult si autocoverizzano proponendo una versione acustico-ritualistica della traccia dallo stesso titolo, presente in originale su “Trivmvirate”. La parte più interessante e appagante dell’EP è ovviamente riservata dalle prime sei tracce, che, con diversa durata e differente livello di contaminazione, non lasciano alcun prigioniero, radendo al suolo ogni resistenza e triturando quel poco di brandelli umani rimasti sul terreno sotto i cingoli pesantissimi di un sound ferale e autarchico, dove la marzialità si trova a copulare felice con una brutalità raggelante e feroce. Esempio lampante di questo massacro è la doppietta iniziale, “Reign Of Hell” / “I Conquistador”: andiamo oltre i sette minuti con la prima, restiamo sotto i tre minuti con la seconda; ebbene, il risultato non cambia: orecchie sanguinanti. “Der Hexenhammer” presenta dosi epico-sinfoniche più elevate, mentre la seguente “Doom Of The Tawuse Melek” unisce velocità assurde ad un uso incontrollato dell’elettronica, rammentando da vicino gli ultimi lavori full. Si cala un po’ con “Hangmen Also Die” e “GeneSYS”, ma ormai il timpano è lacerato e ci si lascia tranquillamente devastare da altre due tracce bramose di carneficina. L’antipasto preparato dai The Monolith Deathcult non deluderà di certo i loro fan più accaniti e, in un periodo dove le tematiche solitamente trattate dagli olandesi (scontro fra religioni, guerre, ironia e sarcasmo in merito: vedasi copertina di “Bloodcvlts” per farsi un’idea) vanno per la maggiore, probabilmente li farà anche divertire/riflettere ancora una volta. Ormai una certezza del metallo estremo europeo.

TRACKLIST

  1. Reign Of Hell
  2. I Conquistador
  3. Der Hexenhammer
  4. Doom Of The Tawuse Melek
  5. Hangmen Also Die
  6. GeneSYS
  7. Die Waffe Mensch RMX
  8. Den Ensomme Nordens Dronning
4 commenti
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