THE MONOLITH DEATHCULT – The Demon Who Makes Trophies Of Men

Pubblicato il 31/03/2024 da
voto
7.5
  • Band: THE MONOLITH DEATHCULT
  • Durata: 00:48:43
  • Disponibile dal: 05/04/2024
  • Etichetta:
  • Human Detonator Records

È una miscela esplosiva inarrestabile quella dei The Monolith Deathcult. Cambia qualche ingrediente qua e là, il miscuglio dei propellenti può subire qualche moderato cambiamento, il risultato finale rimane più o meno lo stesso. Con il solito gusto sarcasticamente eccessivo per i titoli, anche “The Demon Who Makes Trophies Of Men” finirà per sfamare coloro desiderosi di nefandezze, carneficine, preferibilmente di gusto un po’ kitsch. La band olandese si è dimostrata affidabile nel corso degli anni nel proporre un death metal groovy e ritmato pesantemente contaminato di elettronica e rumorismi, secondo un’estetica tra il fantascientifico, il grottesco e il pacchiano che ha finito per contraddistinguerli in modo inconfondibile.
Terminata la fortunata trilogia “Versus”, il terzetto riparte dalle coordinate bombastiche degli ultimi lavori in studio, trafiggendoci con un altro efficace concentrato di death metal oltranzista, ritmi marziali, estemporanei fuochi d’artificio rumoristici, vocalizzi teatrali e una pervasiva sensazione di controllato e imprevedibile caos. Attraverso i vari capitoli di “Versus” i The Monolith Deathcult hanno provato – riuscendoci – ad allestire una specie di death metal operistico, in un senso distopico e oltraggioso: la musica emana perversa grandeur, un sadismo divertito quasi alla Rammstein, con l’utilizzo dell’elettronica come elemento centrale della narrazione. Anche questo “The Demon Who Makes Trophies Of Men” prosegue in questa fortunata direzione, dando anche stavolta l’impressione che il gruppo sia padrone della situazione, si crogioli maialescamente nelle sue sozzerie e sappia tradurre in note un certo grado di devianza interiore.
Ma è appunto il fare assieme divertito e crudele a dare spessore alle tracce del disco, ritmicamente così accattivanti da poterle sparare in una discoteca rock con la speranza che i suoi avventori vadano a scatenarsi in pista. Il pulsare forsennato di beat e voci deliranti si intreccia bene con il death metal massiccio e ignorante qui proposto, facendo subito deflagrare il potenziale da hit estrema di un brano cafonissimo come “Kindertodeslied MMXXIV”.
Viene in mente anche la saga dell’alieno Ziltoid scritta e interpretata da Devin Townsend, se questa fosse stata declinata in un mondo più cupo, sinistro e ancora più folle. Le atmosfere sci-fi rimangono ben centrali nel discorso degli olandesi, che anche sul piano dell’epica fantascientifica si sanno difendere egregiamente, grazie a un lavoro di tastiere enfatico e ricco di suggestioni (“The Nightmare Corpse-City Of R’lyeh”, “Gogmagog – The Bryansk Forest Revisited”).
Spogliata di effettistica e arrangiamenti più stravaganti, la componente death metal ha ancora forza e prestanza, dettaglio non da poco per non far scivolare nel macchiettismo la formazione. Ed in effetti, alzando il numero dei colpi e la ferocia, i The Monolith Deathcult sanno ancora colpire duro, abbondando quando necessario in sfuriate vorticose e mulinare di doppia cassa. Elementi che ben si sposano all’impianto quasi cinematografico delle tracce, che indulgono volentieri nella teatralizzazione del metal estremo e cercano volentieri arie colme di grandeur e pompose.
Rimarcato che la produzione mette bene in equilibrio le varie anime dell’ora terzetto, si può giusto segnalare che vere novità nel canovaccio generale non ve ne sono: onestamente ci possiamo passare sopra, nel loro campo il gruppo non ha chissà quali rivali e sa sempre divertire con stile. Promossi.

TRACKLIST

  1. The Demon Who Makes Trophies of Men
  2. Commanders Encircled with Foes
  3. Kindertodeslied MMXXIV
  4. The Nightmare Corpse-City of R'lyeh
  5. Gogmagog - The Bryansk Forest Revisited
  6. Matadorrrrr
  7. Three-Headed Death Machine
  8. I Spew Thee Out of My Mouth MMXXIII
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