THE MONOLITH DEATHCULT – V2 – Vergelding

Pubblicato il 22/12/2018 da
voto
7.5
  • Band: THE MONOLITH DEATHCULT
  • Durata: 00:47:01
  • Disponibile dal: 30/11/2018
  • Etichetta: Human Detonator Records
  • Distributore:

Con la fredda puntualità da killer che gli si confà, i The Monolith Deathcult danno slancio alla stralunata saga fantascientifica inaugurata nel 2017 con “V1 – Versus” e pubblicano il seguito “V2 – Vergelding”. Se i piani non sono cambiati, siamo al secondo capitolo su cinque. La durata è inferiore al disco uscito l’anno scorso: non fosse per le due tracce live alla fine (estrapolate da “V1 – Versus”) si parlerebbe di circa trentadue minuti di musica. I tempi serrati di pubblicazione non hanno probabilmente consentito di sviluppare altro materiale, di canzoni vere e proprie ne abbiamo infine cinque, di cui una è una semi-strumentale abbastanza inusuale, “The #Snowflake Anthem”. Si tratta infatti del tipico brano ‘da metal opera’, una marcia operistico-elettronica, condita di voci recitate e growl poco invasivi, che sarebbe potuta stare bene anche nella saga di Ziltoid di Devin Townsend, al quale “Versus” pare sempre più ispirarsi, per talune sfumature grottesche e quasi parodistiche. Il senso dell’umorismo, tratto distintivo del percorso artistico del trio olandese, anche nel nuovo album si salda a partiture ferocissime e in molti casi ancorate al death metal novantiano (la velocissima apertura di “Rise of the Dhul-Fakar” o i cambi di tempo di “Dawn Of The Planet Of The Ashes”).
L’impianto chitarristico non rinuncia a botte di suono cromate e ‘pompate’ sui bassi, bilanciate all’amore per l’elettronica tamarra e la grandeur sinfonica. Bravi ma nella norma quando c’è da aggredire, i The Monolith Deathcult notoriamente staccano la concorrenza quando suscitano epos, fanno filtrare spunti insensati (i coretti femminili, adorabili), si avvalgono di groove buoni per scatenarsi sul dancefloor. Progressioni articolate e farcite di arrangiamenti opulenti fanno venire in mente gigantesche battaglie spaziali, mentre le esplosioni di beat e le vocine che si odono all’improvviso tratteggiano comportamenti pazzoidi di leader senza cervello, immergendoci in un’atmosfera violenta e ridanciana assieme. Come fosse la colonna sonora di “Bastardi Senza Gloria” di Tarantino. Il baccanale sonoro della band mantiene sempre un’invidiabile coesione interna e impatto deflagrante, la spinta avveniristica non deroga a una ferocia che rimane altissima e rende scoppiettante ogni singolo passaggio. “Fist Of Stalin” il pezzo da novanta di un album qualitativamente all’altezza di quello che l’ha preceduto, dal quale consigliamo di partire per apprezzare al meglio il delirante concept pensato dai The Monolith Deathcult. Una sicurezza.

TRACKLIST

  1. Planet Wrath
  2. Dawn of the Planet of the Ashes
  3. Come Forth Lazarus
  4. Fist of Stalin
  5. The #Snowflake Anthem
  6. Rise of the Dhul-Fakar
  7. Die Glocke (Live at Graspop Metal Meeting 2017)
  8. The Furious Gods (Live at Graspop Metal Meeting 2017)
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