THE MONOLITH DEATHCULT – V1 – Versus

Pubblicato il 20/06/2017 da
voto
8.0
  • Band: THE MONOLITH DEATHCULT
  • Durata: 00:47:23
  • Disponibile dal: 19/05/2017
  • Etichetta: Hammerheart Records
  • Distributore:

Campioni del sarcasmo a commento delle peggiori nefandezze che l’essere umano possa compiere, i The Monolith Deathcult ritornano sul mercato con quello che dovrebbe essere il primo di una serie di cinque album, messi in fila nel futuro per comporre la trilogia “Versus”. L’unica mancanza di fantasia il trio la denuncia nella scelta del titolo del qui presente full-length (“V1 – Versus”) e nell’anonima  copertina. Tutto il resto bissa lo scenografico e composito martirio che aveva reso a suo tempo eccellenti “Tetragrammation” e “Trivmvirate”. Quindi un death metal per alcuni versi ancorato a un’interpretazione old-school della materia – la costruzione dei riff – per altri moderno – la vestizione sonora e le cadenze groovy – contaminato e molto spesso trasfigurato da inserti sinfonici, cori e coretti, bombardamenti industrial e dubstep, lugubri synth e sample cinematografici. Quando vocine femminee, prese a forza da una rivista anni ’30, urlano ‘extermination’ durante “The Furious Gods”, in mezzo a una cascata di beat che fanno venire in mente i Ministry più tossici, siamo già pienamente entrati nel mood atrocemente circense di “Versus 1”, che proprio nella sua traccia di apertura (dopo un intro nonsense) assomma tutte le migliori caratteristiche della formazione. Fra blastbeat e aperture marziali, cattedrali di sinfonie si stagliano altezzose, debordanti percussioni hanno immediata risposta in cori militareschi, incitamenti, un crogiolo di voci che si accavalla e si prende a pugni. L’armonia è una conquista ottenuta solo in alcuni assoli e tappeti di tastiere, attorno infuria una battaglia di disturbi ed estrose evoluzioni. L’idea di elettronica è prevalentemente quella di un assalto senza regole e misure, che raggiunge livelli di malattia (mentale) paragonabili a quelli dei Mysticum. “Die Glocke” rilancia, striscianti atmosfere notturne sono interrotte da un’acustica raggelante, che presto spalanca le porte a una progressione opulenta, in sintonia con le recenti magniloquenze dei Septicflesh. “Seven Months Of Mysticum” propone un death metal serratissimo, che ricorre ampiamente a concentrazioni di riff e cambi di tempo come ben hanno insegnato Morbid Angel prima, e Nile qualche anno più tardi, evidenziando l’ottima ispirazione anche in un contesto relativamente classico e meno contaminato. In “Uchronian March Of The Deathcults” veniamo ingabbiati in una storia insensata di culti bizzarri, fra tastiere chiamate a imbastire arie pompose, voci femminili alternate a growl lascivi, i synth che disegnano trame orrorifiche d’annata; sembra quasi debba spuntare Dani Filth da qualche parte, viste le similitudini con l’operato dei vampiri albionici. I The Monolith Deathcult riprendono a martellare senza esclusione di colpi con “This Inhuman Place Makes Human Monsters”; un crossover fra avvenirismo, epos digitale e brutal death metal che tiene assieme la necessità di valorizzare le liriche e un impatto perennemente feroce e oltranzista. Straordinario il mix di percussioni tribali e beat deviati, un trademark del gruppo sfruttato al meglio nell’intera tracklist. “From The Stalinic Perspective” rinuncia al moto ansiogeno delle tracce precedenti, si adagia su un ritmo pachidermico e sono le orchestrazioni a colorire il pezzo di una solennità prima elargita fugacemente. Le barbarie si mescolano all’alterigia, all’interno di un enorme colosso di death-doom sinfonico che, pur virando percettibilmente rispetto al quadro generale di “V1 – Versus”, rimane al medesimo, altissimo, livello qualitativo. Album eccellente, fra i migliori in campo estremo di questa prima metà del 2017.

TRACKLIST

  1. Hal Sinden's Radio Dramas
  2. The Furious Gods
  3. Die Glocke
  4. Seven Months of Mysticum
  5. Uchronian March of the Deathcults
  6. This Inhuman Place Makes Human Monsters
  7. From the Stalinic Perspective
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