6.0
- Band: THE MORNINGSIDE
- Durata: 00:46:20
- Disponibile dal: 30/06/2014
- Etichetta:
- BadMoodMan Music
Cambio di rotta per i The Morningside, che, dopo aver rivisitato in lungo e in largo il gothic/dark metal anni Novanta coniato da primi Katatonia, Paradise Lost ed Evereve, con questo “Letters from the Empty Towns” si cimentano in un melodic death metal dalle velleità tecniche. Lo sbalzo sicuramente lascerà interdetti i fan della prima ora del gruppo russo, da sempre abituati a melodie tragiche e ritmiche controllate: il disco si apre infatti con una serie di tracce che sembrano quasi voler rielaborare i Death di “Symbolic” in una chiave più asciutta e lineare. Non sappiamo il motivo per cui la band abbia optato per un suono così distante da quello originario, ma resta il fatto che in questo lotto le sole “Ghost Lights” e “The Letter” – la prima una canzone lunga e dall’incidere che rimanda ai vecchi Paradise Lost, la seconda una ballad acustica dagli echi pinkfloydiani – provano a gettare un ponte verso il passato. Addirittura, la ritmata “Sidewalk Shuffle” arriva ad omaggiare i Carcass death’n’roll di “Swansong”, spazzando letteralmente via quell’alone di mistero e malinconia che sin qui aveva sempre avvolto i Nostri. A conti fatti, “Letters from the Empty Towns” è un album che si rivolge ad un pubblico diverso dal solito e che ci presenta una formazione che pare costantemente mettersi alla prova per tutto l’arco della tracklist. I risultati, tuttavia, sono a dir poco nella norma: non vi è un brano propriamente scadente, ma è altrettanto vero che l’opera non riesce ad offrire alcun momento clamoroso. Genere a parte, i The Morningside si confermano una realtà tutto sommato derivativa e sprovvista di chissà quale estro. Un tempo i ragazzi vantavano un certo buon gusto a livello di melodie e riff katatonici, ma ovviamente non è il caso di “Letters…”, che ingloba soluzioni del tutto differenti. Gli appassionati di melodic death metal si troveranno davanti ad un disco senza infamia e senza lode, dalle influenze spiccate e dalla produzione rivedibile (la batteria sa tanto di drum machine). Con tutto quello che esce oggigiorno in campo death e affini, non sappiamo quindi quali soddisfazioni i The Morningside potranno togliersi. Forse sarebbe stato più opportuno insistere sullo stile di un tempo e cercare di migliorare il songwriting…
