7.5
- Band: THE MORNINGSIDE
- Durata: 00:40:05
- Disponibile dal: 11/08/2007
- Etichetta:
- BadMoodMan Music
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Ai russi The Morningside i Katatonia devono piacere parecchio. Non solo, infatti, i ragazzi diMosca si ispirano piuttosto palesemente alla band svedese a livello musicale, ma hanno anche intitolato questo loro primo album mettendo semplicemente in sequenza i titoli delle tre (lunghe) composizioni in esso incluse, proprio come fecero i Katatonia per il loro capolavoro “Brave Murder Day”. Proprio quest’ultimo rappresenta senza dubbio il principale punto di riferimento nel songwriting dei The Morningside, visto che da esso il quartetto mutua il growling cupo e sofferto, i riff “a cascata” e le andature angoscianti. Va però sottolineato come non ci si trovi al cospetto di un gruppo totalmente Katatonia-dipendente, pur essendo appunto evidenti le influenze della suddetta band svedese. “The Wind”, ad esempio, si apre con una lunga serie di lead che sembrano usciti direttamente dalla chitarra di Gregor Mackintosh dei Paradise Lost, mentre “The Shadows Of The Past” offre un cantato pulito particolarmente soave ed espressivo, nonchè numerosi spunti e arpeggi di chitarra dallo spiccato sapore post rock. La continua ricerca musicale e le strutture narrative rimandano infine agli Agalloch, altra formazione profondamente influenzata da certa scuola dark metal europea, ma negli anni capace di ricavarsi una propria nicchia, mescolando elementi di varia matrice extreme metal in un insieme sufficiente coeso. Concentrando quaranta minuti in sole tre tracce (più intro e outro), i The Morningside potevano correre il rischio di risultare prolissi o disordinati, invece c’è da dire che tutti gli episodi appaiono ben strutturati e che solo in pochi frangenti fa capolino un po’ di inconcludenza. Senz’altro i The Morningside conoscono il genere alla perfezione e hanno fatto il possibile per curare al meglio questa loro prima opera. Il risultato, dunque, è un album non originale, ma ben strutturato, ben suonato e altrettanto ben prodotto. Abbiamo insomma trovato la risposta russa ai nomi citati poc’anzi!
