THE NEAL MORSE BAND – The Grand Experiment

Pubblicato il 08/04/2015 da
voto
7.0
  • Band: NEAL MORSE
  • Durata: 00:52:07
  • Disponibile dal: 16/02/2015
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Universal

Quante volte nella vostra vita vi trovate, a fronte dell’ennesima sovrapposizione temporale dei progetti che seguite giornalmente, a desiderare di avere a disposizione giornate di quaranta ore invece che delle canoniche ventiquattro? Beh, visti i tempi che corrono immaginiamo tante, ma immaginiamo anche che il primo a darci questa risposta sia Neal Morse. Come faccia infatti il bravo compositore, tastierista e vocalist di Los Angeles a smazzarsela tra tre grossi progetti (Transatlantic, Flying Colors e appunto Neal Morse Band) proprio non lo capiamo. E nel giro di poco più di un anno è uscito con un disco di inediti con tutti e tre! Stupore a parte, ci viene da dire ‘Menomale!’, sopratutto considerato il valore delle uscite Transatlantic (“Kaleidoscope” è un piccolo gioiellino) e Flying Colors, tra le top uscite dell’anno appena trascorso. Questo “The Grand Experiment” segue a ruota se non proprio il sound almeno il livello qualitativo dei sopra citati lavori, dando continuità ad un momento veramente ‘grasso’ del prolifico e poliedrico compositore. Affiancato da una line-up che vede come volto maggiormente conosciuto il solito fido Mike Portnoy, il buon Neal non si fa mancare neanche stavolta l’occasione di percorrere quei sentieri su cui si trova maggiormente a sua agio, donandoci in questa cinquantina di minuti di musica una buona vista sul progressive rock a tutto tondo, condita come sempre da una certa inventiva, da tanta classe ed eleganza e soprattutto da un amore come sempre marcatissimo per le strutture lunghe e complicate. Fortunatamente, essendo lui il compositore principale di tutti e tre i progetti citati in apertura, il rischio di trovarci davanti a un clone di Transatlantic o Flying Colors è scongiurato… rispetto ai primi infatti la Neal Morse Band rimane decisamente meno virtuosistica, mentre nel confronto con i secondi, più radio-friendly e incentrati su sonorità più ampie, è maggiore l’aspetto progressivo. Personalità mantenuta e identità non compromessa: insomma, un risultato che non è certo da tutti. Andando sul dettaglio del disco, questo “The Grand Experiment” è un disco di poche tracce molto lunghe, tra cui anche due suite sopra i dieci minuti, poste in apertura e chiusura. La lunga “The Call” introduce infatti con una lunghezza pari a undici primi l’album, e lo fa all’insegna del progressive rock di chiara marca Morse. Un po’ più melodica si pone la successiva title-track, stanziata su lidi più fruibili; mentre molto divertente si rivela “Agenda”, riuscito tentativo di esplorare territori sempre rock ma un po’ diversi. La conclusiva “Alive Again” insegna come si possono fare suite di ventisei minuti che non risultano noiose in nessun passaggio… e risulta per di più arricchita da una prestazione ottima del bravo Bill Hubauer alla chitarra solista. Certo, continuiamo a non sapere il tempo dove lo trovi, ma finchè Neal Morse sarà in grado di darci composizioni così buone… viva le giornate di quarantotto ore!

TRACKLIST

  1. The Call
  2. The Grand Experiment
  3. Waterfall
  4. Agenda
  5. Alive Again
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