THE OSIRIS CLUB – The Wine Dark Sea

Pubblicato il 15/03/2018 da
voto
7.0
  • Band: THE OSIRIS CLUB
  • Durata: 00:46:10
  • Disponibile dal: 23/02/2018
  • Etichetta: Indie Recordings
  • Distributore: Audioglobe

Secondo giro di boa per i clubbers londinesi. Il culto di Osiride sembra ancora una volta in grado di offrire qualcosa di ipnotico, leggiadro, psichedelico ed occulto, come era stato per il precedente”The Blazing World”, anche se pare che il percorso di maturazione stilistica abbia fatto muovere la band verso lidi sempre più originali e personali. Il leader e principale compositore Andrew Prestidge, anche dietro le pelli, dice: “Eravamo orgogliosi del primo album ma abbiamo sentito di dover muoverci in avanti con questo lavoro, sia musicalmente che a livello di liriche. Molte delle canzoni sono state formate dalle storie dell’orrore di Robert Aickman e H.P. Lovecraft.  Volevamo creare un’atmosfera inquietante, straniante, come se ci si trovasse in un album del 1970 dei King Crimson o dei Genesis”. Ed è forse questo il caso di un sound che si avvicina sempre di più a quel tono più vintage a cui si lega la moderna scena indie-psych. “The Hopeless Distance” riscopre le tonalità più soft dei nuovi Ghost, ripercorrendone un po’ le tonalità spettrali e dotandole di quei rintocchi percussivi che ne colorano i bordi, rendendo il tutto a zampa d’elefante e orecchini hippie. Le tonalità prog-rock ripercorrono un po’ tutto il discorso di “The Wine-Dark Sea”, come un flusso continuo che mesce dall’otre dei suddetti classici e scivola in discorsi come “Mausoleum” (dove rientrano ancora una volta le percussioni stranianti, vero colpo d’interesse per il sound della band) e l’interessante “Ringing The Changes”, ipnotica e suadente nei suoi pattern sghembi e nel suo chorus aperto, ben oliati tra di loro, complice l’ottimo lavoro di Sean Cooper (basso, synth e voce) e Chris Fullard (chitarre ed effetti). Uno dei punti che può essere considerato di massima espressione di questo mare vinaceo è “With The Giants”, dove si incontrano Beatles, post-punk britannico e sentori darkwave, in un pastiche di sicuro impatto estetico e anche di facile assimilazione, quasi come se si trattasse di certi Tame Impala più inscuriti.

TRACKLIST

  1. Wormwood Grange
  2. Island of Stone
  3. The Hopeless Distance
  4. Mausoleum
  5. The Signal
  6. Ringing The Changes
  7. With The Giants
  8. Citadel of The Fly
  9. A Winters Night On Sentinal Hill
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