THE PINEAPPLE THIEF – Dissolution

Pubblicato il 03/10/2018 da
voto
7.5
  • Band: THE PINEAPPLE THIEF
  • Durata: 00:49:20
  • Disponibile dal: 31/08/2018
  • Etichetta: Kscope Music
  • Distributore: Audioglobe

Dal punto di vista delle tematiche sociali più significative dell’era digitale in cui ci troviamo a vivere è sicuramente quella relativa al cambiamento delle relazioni tra gli individui. “Viviamo in un tempo in cui siamo tutti connessi come mai prima d’ora, ma personalmente mi sento più felice quando tolgo questa connessione”. Bruce Soord, leader dei Pineapple Thief, giunge qui, unitosi al compagno Gavin Harrison, ormai entrato fisso in formazione, a riprendere quello che già i cugini Porcupine Tree avevano provato a dire – a livello lirico – con “Fear Of A Blank Planet”. Interessante notare che il termine ‘dissoluzione’ indica sia il disfacimento, la dispersione, soprattutto a livello chimico, sia la disgregazione, l’ inarrestabile decadenza, ad un livello più figurato. La formazione inglese, giunta qui al dodicesimo album in vent’anni di attività, non si rimodifica ancora una volta, ma cerca di perfezionare quel prog/indie rock delicato e certosino che già aveva fatto capolino nel bellissimo “Your Wilderness” (2016) e nell’altrettanto interessante “Magnolia” (2014), offrendo un lavoro che contiene tutto il loro status di vera e propria band di culto all’interno del panorama progressive britannico e mondiale. Già con “Try As I Might” viene contenuto il messaggio del nuovo lavoro di Soord, con tutte le coordinate adatte a decifrare il gusto della band: arrangiamenti volti all’ascolto, alla piacevolezza del chorus immediato, ma anche attentissimi al percorso strutturale e ai preziosismi musicali contenuti dietro linee vocali delicate, affabili e suadenti. Se le distorsioni e i pattern più tipici di certo mood progressive più esplicito si accendono in pezzi come “Threatening War” e “All That You’ve Got”, è anche vero che il mood del disco è sempre piuttosto dedito ad un progressive rock che si è allontanato da quella corrente progressive metal più estroversa, ad esempio, che aveva fatto capolino nei primi Duemila, ricostituendosi su coordinate più rock, pop di ascendenza seventies (la bellissima e conclusiva “Shed A Light” è un perfetto esempio di commistione e assestamento in questo senso) e le digressioni più heavy sono sempre tenute a bada. Fortunatamente questo non influisce sulla efficacia dinamica del disco, anche per il fatto che è tenuto in piedi da una sezione di musicisti di tutto rispetto e di ottimo gusto e perizia. Le chitarre forzano l’atmosfera quando serve, trascinandola in alto e rinforzandola, ma i pattern ritmici riescono sempre ad essere solidi e mai eccessivamente stravaganti. Sentire gli undici minuti di “White Mist” (“This makes no sense to me / When did you lose control? / You know this makes no sense to me / When did you lose control?” sintetizza bene il concetto di servitù multimediale portato avanti a livello di tematiche), unico vero pezzo ‘lungo’ del disco, è un piacere per ogni orecchio amante del rock ben suonato e ben concepito, che esce dai Genesis e arriva a tutte le grandi formazioni inglesi degli ultimi venti anni.  Formazioni che hanno tra i loro esponenti sicuramente essenziali anche i Pineapple Thief. “Dissolution” è dunque un album maturo, conscio di dover stabilire un rafforzamento per il progetto magno e lo fa offrendo belle canzoni, unite con un discorso omogeneo e risultanti tutte in grado di rappresentare, senza atmosfere forzate e congiunzioni eccessive tra i brani, quello che di ottimo Soord e soci possono dire al progressive rock.

TRACKLIST

  1. Not Naming Any Names
  2. Try As I Might
  3. Threatening War
  4. Uncovering Your Tracks
  5. All That You’ve Got
  6. Far Below
  7. Pillar of Salt
  8. White Mist
  9. Shed a Light
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