THE PROPHECY23 – Untrue Like A Boss

Pubblicato il 18/11/2014 da
voto
7.0
  • Band: THE PROPHECY 23
  • Durata: 00:41:32
  • Disponibile dal: 11/11/2014
  • Etichetta: Massacre Records
  • Distributore: Audioglobe

È il terzo disco che recensiamo di questi tedeschi e ci divertiamo sempre molto a farlo. I The Prophecy23 avranno sicuramente pensato molti anni fa: “Veramente vogliamo suonare il solito thrash metal nella terra di Destruction, Sodom, Kreator, Tankard e via dicendo? Dobbiamo inventarci qualcosa di diverso se vogliamo farci notare”. Detto e fatto: il loro thrash metal comprende hardcore, death metal, chitarre acustiche, diversi toni di voce, tastiere (!) e via dicendo. E il tutto funziona anche questa volta, perché il gruppo non ci annoia mai durante i quaranta minuti di questo quarto album, “Untrue Like A Boss”, edito a due anni di distanza da “Green Machine Laser Beam”. Si riparte quindi da dove ci eravamo lasciati,  con titoli di canzoni come “The Greatest Wrestling Fan” o “Pit Laserbeam” che gridano tutto l’amore della band per gli Stati Uniti. Spettacolare “Party Like It’s 84”: si parte con dell’hardcore duro e crudo, con le chitarre protagoniste prima che arrivi il ritornello a richiamare la nostalgia del titolo, e già si vedono dal vivo le classiche movenze hardcore con le braccia che mulinano in alto. La copertina del disco vede in primissimo piano un mostro col tipico cappello di ogni vero thrasher della Bay-Area che si rispetti; se a questo aggiungiamo titoli e testi, oltre che  citazioni di film gangsta poste ad inizio brano, il filoamericanismo stilistico dei Tedeschi non è di fatto un mistero. “Untrue Like A Boss”, canzone che dà anche il titolo al brano, ricorda al cantante di essere in possesso di un ottimo growl death metal, che quindi usa a dovere per far prendere una piega diversa al brano dallo stile molto groovy. Osano molto, forse anche troppo su “Video Games Ain’t No Shame”, dove si producono di fatto, in un passaggio del brano, nella cover di una qualche danza popolare russa prima di terminare il tutto con echi di voce pulita su chitarra acustica, per un mood totalmente diverso rispetto a quello da cui si era partiti. È un po’ – si sarà capito oramai – la loro caratteristica principe quella di mischiare di tutto e di più all’interno dei loro brani, e quindi dei loro album. Ogni tanto ci sono pezzi “pseudonormali”, scritti secondo i canoni classici del genere, come nel caso di “Home Is Where You Shred” o “Action Metal”. Menzione poi per il tributo ai SOD nei 9 secondi di “The Ballad Of SOD”, e per la sfuriata hardcore dalla voce death metal “Pablo the Peacemaking Pizza” o per il mix di elettronica, campionamenti e death metal che compone il minuto o poco più di “Fuck The Dub” (geniale!). Per i tedeschi vale la pena spendere parole quasi per ogni brano, come per la ballata finale, dedicata al death metal. Insomma: i The Prophecy23 si confermano i soliti campioni di divertimento musicato con qualità. Si divertono loro e fanno divertire anche noi. What else?

TRACKLIST

  1. The Greatest Wrestling Fan
  2. Pit Laserbeam
  3. Party Like It's '84
  4. Untrue to the Bone
  5. Video Games Ain't No Shame
  6. Home Is Where You Shred
  7. Action Metal
  8. Bass Player
  9. The Ballad of SOD
  10. Pablo the Peacemaking Pizza
  11. Fuck the Dub
  12. Tape Trading Like a Boss
  13. The Ballad of Old School Metal
  14. Arriba Abajo
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