THE RASMUS – Black Roses

Pubblicato il 13/02/2009 da
voto
7.5
  • Band: THE RASMUS
  • Durata: 00:42:27
  • Disponibile dal: 03/10/2008
  • Etichetta:
  • Playground Music
  • Distributore: Universal

Spotify:

Apple Music:

Settimo lavoro in studio per i The Rasmus, “Black Roses” rappresenta un nuovo promettente inizio per la band. Dopo una gavetta durata la bellezza di quattro album, praticamente ignorati da critica e grande pubblico, dopo aver bevuto l’amaro calice della popolarità/commercialità con due lavori vincenti come “Dead Letters” e “Hide From The Sun”, era sopraggiunto per la band un momento di disorientamento, di inquietudine circa il futuro. Il mix di pop, rock ed elementi lontanamente gothic (molto più tematici che musicali) forgiato dalla band stava forse cominciando a spaventare i quattro finlandesi, preoccupati di poter bissare i successi appena acquisiti. Tre anni di attesa, la ricerca spasmodica di un aiuto esterno, ed ora finalmente “Black Roses” vede la luce. Dicevamo nuovo inizio, in quanto parliamo del primo lavoro (speriamo di una lunga serie) in cui la band si è avvalsa del preziosissimo aiuto di Desmond Child alla produzione, all’arrangiamento e alla composizione dei pezzi. Stiamo parlando di un artista che nella sua sterminata carriera ha composto tra i pezzi più celebri della storia della musica pop e rock, collaborando tra i tanti con Bon Jovi, Aerosmith, Kiss, Alice Cooper, Meat Loaf e via discorrendo. I metallari staranno storcendo il naso, ammesso che qualcuno si sia voluto addentrare nella recensione di un lavoro di una delle band più odiate dal pianeta (anche il sottoscritto qualche anno fa faceva parte di questa folta schiera). La collaborazione, alla luce della qualità delle song, si dimostra quanto mai azzeccata, e la qualità espressa dai primi quattro pezzi del lotto, tutti potenziali singoli (in verità due di questi sono già sugli scaffali), in cui l’anima pop di Desmond Child compenetra nella componente più oscura della band, creando un risultato estremamente coinvolgente, sia quando la band si avvicina pericolosamente ai Duran Duran (“Livin’ In A World Without You”), sia quando si lascia andare in una struggente semi-ballad come “Justify”. “Your Forgiveness” e “Run To You” ritornano ai fasti del precedente lavoro in studio, e grazie all’apporto di una nuova mano compositiva godono di una freschezza piacevole. “You Got It Wrong” e “Dangerous King” sono i pezzi in cui Desmond Child ha lasciato segni più violenti, dove la sua anima pop si è mostrata più prepotentemente, e non saranno pochi i fan della prima ora a lamentarsi. Ma è bello anche vedere i propri beniamini cimentarsi in sfide e strade alternative, altrimenti la noia rischia di prendere in mano la situazione. Chiude magistralmente l’album la malinconica “Live Forever”, e a noi non resta la certezza di aver tra le mani un lavoro che pur essendo quanto di più lontano dal metal possa esistere, ha saputo donarci ottimi momenti di intrattenimento, e divertenti conversazioni con gli immancabili detrattori, a cui, in qualche caso, è difficile dar torto se si parla di una band pittoresca come i The Rasmus.

TRACKLIST

  1. Livin' In A World Without You
  2. Ten Black Roses
  3. Ghost Of Love
  4. Justify
  5. Your Forgiveness
  6. Run To You
  7. You Got It Wrong
  8. Lost And Lonely
  9. The Fight
  10. Dangerous Kind
  11. Live Forever
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.