8.0
- Band: THE ROTTED
- Durata: 00:38:27
- Disponibile dal: 28/06/2008
- Etichetta:
- Metal Blade Records
- Distributore: Audioglobe
In seguito a un’evoluzione costante e indirizzata verso coordinate sempre più lontane da quelle death-grind che contraddistinguevano i loro esordi, è giunto il momento per i Gorerotted di compiere il salto definitivo e di chiudere il primo capitolo della loro storia. Ciò si configura in un cambio di monicker (ora mutato in The Rotted) e di lineup e in un decisivo distacco dalle sonorità e dalle tematiche di una volta. Stop dunque ai testi su serial killer e zombie, stop agli omaggi ai primi Carcass e a quei brani sempre sospesi fra brutal death metal, grind e generale estremismo sonoro. Ottimizzati alcuni di quegli esperimenti già messi in mostra sull’ultimo full-length dei Gorerotted, “A New Dawn For The Dead”, il quintetto inglese ci consegna “Get Dead Or Die Trying”, lavoro che lo vede cimentarsi in una allucinata miscela di punk, crust, hardcore, rock e death metal, che a livello di potenziali padri ispiratori chiama in causa Extreme Noise Terror, Danzig, The Exploited, Disfear ed Entombed. Undici tracce all’insegna di un riffing di chitarra scattante e deciso, melodie sinistre (che l’innesto in lineup dell’ex Cradle Of Filth Gian Pyres c’entri qualcosa?) e strutture sobrie e funzionali, deliberatamente studiate per far risaltare al massimo l’apparato melodico delle trame e far sì che le canzoni rimangano impresse già dopo poche fruizioni. A far da contorno, dei testi ricchi di sarcasmo e cinismo, apertamente basati sulla situazione sociale dell’Inghilterra contemporanea e, in particolare, sul degrado rinvenibile in alcune zone della capitale. Non a caso, il disco si chiude con la lunga strumentale “28 Days Later”, stupenda cover del drammatico tema portante della colonna sonora dell’omonimo film di Danny Boyle (“28 Giorni Dopo”), che era appunto basato per buona parte a Londra. Senza nulla togliere al resto della tracklist – che soprattutto all’altezza di “A Return To Insolence”, “A Brief Moment Of Regret” o della title track regala momenti davvero ottimi – è proprio con quest’ultima traccia che i The Rotted riescono a sintetizzare e ad esaltare al meglio tutti gli aspetti del loro nuovo concept, regalandoci sette minuti assolutamente da brividi. Difficile non rimaner colpiti da tanta desolazione…
