THE RUINS OF BEVERAST – Blood Vaults – The Blazing Gospel Of Heinrich Kramer

Pubblicato il 14/01/2014 da
voto
8.0
  • Band: THE RUINS OF BEVERAST
  • Durata: 01:18:25
  • Disponibile dal: 06/09/2013
  • Etichetta: Van Records
  • Distributore:

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Come dei cecchini infallibili, i The Ruins Of Beverast arrivano al quarto bersaglio centrato su quattro full length pubblicati. Anzi, ci sentiamo di dire che, mai come questa volta, la creatura di Alexander von Meilenwald (mente unica dietro al progetto) abbia raggiunto vette di lirismo così alte. Merito di una maturità sempre più forte e formata e di un concept affascinante basato sulla vita e l’opera dell’inquisitore Heinrich Kramer, autore nel 1487 del Malleus Maleficarum. “Blood Vaults” sguazza dentro territori black, epic, doom e persino noise, denotando una varietà di situazioni piuttosto inusuale per queste latitudini musicali. Il vero punto di forza del lavoro, dal nostro punto di vista, sta nella perfetta resa in musica di quella sorta di follia ebete e cieca che alimentava la Santa Inquisizione: von Meilenwald, tramite un massiccio utilizzo delle tastiere e attraverso un riffing black metal raggelante ma che non diventa mai estremo, riesce a sintetizzare un clima oscuro, fetido ma allo stesso tempo magniloquente e gotico, che funge da perfetto accompagnamento allo sviluppo delle liriche. L’inserimento di massicce partiture dark doom non fanno altro che rafforzare quanto detto, donando se possibile ulteriore organicità tra musica e testi. Detto di tale, felicissimo connubio, possiamo analizzare il versante prettamente musicale di “Blood Vaults”: l’album consta di nove brani, quattro dei quali superano abbondantemente i dieci minuti di durata. I riferimenti più prossimi paiono essere gli splendidi Unholy degli esordi, i Decoryah ed i Limbonic Art: musica di confine quindi, che i The Ruins Of Beverast rivestono però di un afflato classicamente heavy black che riconduce il tutto entro binari più rassicuranti. A tratti non è facile resistere alle nenie poste in essere dalla band, che però d’altro canto è piuttosto abile nel differenziare i brani tra di loro, rendendoli riconoscibili. Dopo la heavy-oriented “Daemon” ad esempio, ecco arrivare “Malefica”, con la sua carica di melodie darkeggianti. A seguire “Ormanents Of Malice”, che miscela black, gothic ed appena un’idea di noise, tanto da riuscire a distinguerla dalla splendida “Spires, The Wailing City”, mid tempo infernale e black più nelle intenzioni che nei fatti. Si avanza speditamente, ma sempre nell’oscurità più totale, come dimostra “A Failed Exorcism” con i suoi barocchismi e le sue orchestrazioni. In conclusione, dopo la breve e blackeggiante “Ordeal”, ecco l’ottima “Monument”, lungo la quale una certa effettistica darkeggiante si sovrappone ad un black doom da applausi. Lontano da tentazioni troppo sinfoniche, che avrebbero reso “Blood Vaults” molto più accessibile ma anche molto più tamarro, von Meilenwald ci guida in un mondo malato ed angoscioso come un novello Virgilio nell’Ade dantesco ma, a differenza del poeta, si diverte ad abbandonarci a noi stessi nell’oscurità più totale e terrificante. Grande album, nulla da dire.

TRACKLIST

  1. Apologia
  2. Daemon
  3. Malefica
  4. Ornaments On Malice
  5. Spires, The Wailing City
  6. A Failed Exorcism
  7. Trial
  8. Ordeal
  9. Monument
4 commenti
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