THE SHADOW THEORY – Behind The Black Veil

Pubblicato il 07/12/2010 da
voto
8.0
  • Band: THE SHADOW THEORY
  • Durata: 00:57:21
  • Disponibile dal: 23/11/2010
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Audioglobe

Torna sulle scene Davon Graves, noto anche come Bud Lackey, che molti di noi ricordano come leader di band alquanto interessanti nel panorama progressive quali Psychotic Waltz e Deadsoul Tribe. Da sempre esempio di musicista del tutto fuori dagli schemi, abile compositore di musiche nevrotiche, cangianti e mai lineari; anche stavolta non smentisce questa sua tendenza a ricercatezza e complessità sfornando con questo nuovo gruppo un capolavoro di metal progressivo dalle molteplici influenze intitolato “Behind the Black Veil”, quasi un invito a scoprire cosa si cela dietro i tendoni di un oscuro teatro, un teatro con tendoni neri anziché rossi, neri come l’anima di questo disco. Radunato dunque per il progetto ‘The Shadow Veil’ quella che può certamente essere definita una ‘superband’ scomodando nomi quali Johanne James (batteria, Threshold) e Kristoffer Gildenlow (basso, Pain of Salvation); Devon decide di debuttare subito con un interessantissimo ed oscuro concept album, la cui trama racconta le stranianti vicende di una rockstar “persa in un labirinto di vizi” (come dice Devon stesso nelle sue note personali riportate nel libretto), che dopo una serata di forte assunzione di stupefacenti crolla in una stato comatoso e vive una serie di cupe esperienze oniriche, dalle quali non riesce a svegliarsi. Ogni canzone rappresenta quindi un incubo diverso, ognuno di essi diverso dagli altri nelle tematiche e nelle ambientazioni, ma tutti accomunati da un elemento onnipresente – una misteriosa figura femminile – e soprattutto dalla musica, che, per tutti i capitoli di questa opera, si mantiene di qualità eccelsa. Definire un genere per questo album non è impresa facile, tanto complessa è la proposta musicale, ma fra gli elementi ricorrenti possiamo distinguere una base compositiva che prende a piene mani dalla scena progressive moderna, a cui vengono affiancati un largo uso di suoni elettronici che rimandano ai momenti più psichedelici dei Psychotic Waltz, con aggiunta una massiccia presenza di riff di chitarra spessi e compressi, di matrice thrash. Il risultato è un disco robusto, decisamente metal, guidato dai riff del bravo chitarrista Shuppner, sui quali Devon arabesca melodie e costruzioni sempre diverse e vincenti. Un disco valorizzato inoltre da una sezione ritmica mostruosa, che ci dona un Gildenlow mai così presente e un James davvero spettacolare. E così, tra momenti veramente da incubo (la oppressiva “Welcome” o la diretta “Snake Skin”), alcuni pezzi più psichedelici (“The Sound Of Flies”, che prende a piene mani da “Bleeding” degli Psychotic Waltz) e altri fuori da qualsiasi schema (le geniale “Selebrate”, con le sue ritmiche di una chitarra di estrazione rock), il disco prosegue tra mille sorprese, fino ad arrivare alla conclusiva “A Symphony of Shadows”, dove si può tranquillamente smettere di parlare di musica per abbracciare un più largo concetto di Arte a tutto tondo.Un lavoro eccezionale, un debutto fuori dalle righe, che ci desta però qualche preoccupazione… come farà Devon a dargli un seguito, visto che dichiara che questo non si tratta di un progetto, ma una banda vera e propria? Da avere.

TRACKLIST

  1. Open Up My Eyes
  2. The Sound Of Flies
  3. Ghostride
  4. Welcome
  5. By The Crossroads
  6. Selebrate
  7. Snake Skin
  8. Sleepwalking
  9. The Black Cradle
  10. A Candle in the Gallery
  11. A Symphony of Shadows
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