7.0
- Band: THE SPIRIT
- Durata: 00:41:44
- Disponibile dal: 07/02/2020
- Etichetta:
- Art Of Propaganda
- Distributore: Audioglobe
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A circa due anni e mezzo di distanza dal debut album “Sounds from the Vortex” (poi ristampato dalla Nuclear Blast Records nell’estate del 2018), si ripropongono i black-death metaller The Spirit con un nuovo full-length e un contratto con l’intraprendente etichetta tedesca Art Of Propaganda. La band insiste sulla formula messa in mostra nel primo capitolo discografico, dimostrando di non preoccuparsi dei paragoni e delle varie similitudini con i Dissection e tutta la vecchia falange svedese che da sempre la rincorrono. Ritroviamo quindi un sound gelido e melodico, improntato su quella formula variegata e composita, acustica ed elettrica, che Jon Nödtveidt ha popolarizzato senza eguali con opere come “The Somberlain” e “Storm of the Light’s Bane”. Proprio come i connazionali Thulcandra, i The Spirit guardano quasi esclusivamente a queste pietre miliari per imbastire e tinteggiare la loro musica, lasciando le briciole ad altre influenze e punti di riferimento. In ogni caso, rispetto a “Sounds from the Vortex”, “Cosmic Terror” rappresenta un passo avanti sia sul piano della produzione che su quello della scrittura: il duello fra chitarre, agevolato dalla intelligente scelta di non esaperare mai le ritmiche e di variarle con frequenza, crea un movimento di tensione e distensione continuo e quando le strutture dei pezzi si fanno meno lineari, il gruppo teutonico riesce a colorare gli intrecci di sfumature meno ovvie, amplificando pathos e magniloquenza. I brani più convincenti dell’esordio erano quelli maggiormente lunghi ed elaborati e la storia si ripete qui: la vena pseudo-progressiva permette ai The Spirit di stare alla larga dalle citazioni troppo scontate o vistose e ciò si traduce in una trama dai contrappunti strumentali più avvincenti. Dopo tutto, una sintesi perfetta dell’estetica e del principio narrativo dei Dissection oggigiorno sarebbe a dir poco superflua, quindi, pur con tutti i limiti imposti da una tavolozza sonora dai pochissimi colori, meglio optare per una proposta più frastagliata e concedersi solo qualche omaggio ogni tanto. Il terzetto di Saarbrücken, aiutato dal produttore V. Santura (Dark Fortress, Triptykon), con “Cosmic Terror” dà un senso alla sua inquieta ricerca di un sound enfatico e carico di suggestioni nordiche allestendo una tracklist da cui emerge un valido artigianato black-death che fa il possibile per evitare di risultare troppo compassato o in totale mancanza di ispirazione. Il risultato finale è una prova legatissima alla tradizione di questo particolare filone, ma al contempo armonica e gradevole, contrassegnata in particolare da canzoni come “Serpent as Time Reveals” e “Pillars of Doom”, le quali hanno tutte le carte in regola per diventare le prime vere mini-hit del repertorio The Spirit.
