THE THREE TREMORS – The Three Tremors

Pubblicato il 12/01/2019 da
voto
5.0
  • Band: THE THREE TREMORS
  • Durata: 00:50:14
  • Disponibile dal: 18/01/2019
  • Etichetta:
  • Distributore:

Il progetto Three Tremors, che oggi vede la luce, nacque in realtà quasi vent’anni fa, agli albori del nuovo millennio: l’idea era nata dall’incontro tra Bruce Dickinson e Rob Halford e il cantante dei Maiden, così racconta, avrebbe voluto che la terza voce fosse Ronnie James Dio. Il manager Rod Smallwood, però, non era convinto di questa scelta, sostenendo che Ronnie fosse troppo vecchio per un progetto del genere (!!!) e che fosse necessario un altro cantante. Rod, quindi, suggerì Geoff Tate, all’epoca ancora in forze nei Queensryche, e iniziarono le prime trattative per trasformare in realtà questa super-band con Roy Z, produttore e chitarrista di Bruce Dickinson, che si sarebbe occupato della stesura del materiale. Qualcosa, però, andò storto: pare che non ci fosse grande alchimia tra Dickinson e Tate e il progetto venne messo in un cassetto. Uno dei brani scritti per l’occasione, “The One You Love To Hate”, finì sull’album solista di Rob Halford in un semplice duetto con Dickinson, mentre alcuni altri episodi andarono ad infoltire la tracklist di “Tyranny Of Souls”, pubblicato da Bruce qualche anno più tardi.
Arriviamo così ad oggi, 2019, anno in cui finalmente questo progetto prende vita, ma non nella versione super-stellata prevista in origine, bensì in una sorta di versione di ripiego, composta da Tim “Ripper” Owens (Judas Priest, Iced Earth, Malmsteen e molti altri), Harry Conklin (Jag Panzer) e Sean Peck (Cage, Denner/Shermann). Intendiamoci, i tre sono tutti ottimi cantanti ma, diciamocelo, i nomi elencati prima avevano un peso storico ed un potenziale economico di ben altro livello.
Poco male, magari non avremo date sold-out nei palazzetti di tutto il mondo, ma almeno potremo gustarci una buona selezione di canzoni, interpretate alla grande da tre voci potenti. E invece no, perchè questo “The Three Tremors” appare essere un vero e proprio fiasco.
Iniziamo dai tre cantanti. Un progetto come questo deve necessariamente vivere di equilibri, di giustapposizioni, di colori differenti, invece i tre sembrano semplicemente fare a gara a chi urla di più: se non fosse che, ormai, non serve nemmeno più essere presenti nello stesso luogo per registrare un disco, li immagineremmo quasi a spintonarsi davanti al microfono, in un confronto tra galli nel pollaio che si sfidano a chi raggiunge la nota più lancinante o il passaggio più ardito. Il risultato è una sirena continua, che finisce non solo per lasciare indifferenti dopo pochi minuti, ma addirittura per stancare. Sì, siete molto bravi, abbiamo capito, ora però vorremmo ascoltare delle canzoni.
Le canzoni, ecco: anche qui, purtroppo, ci sono pochi spunti di interesse. Lo stile musicale messo in piedi dalla band (composta praticamente dai Cage al completo) è una sorta di raccolta di spunti provenienti dalle varie carriere dei tre: immaginate i Priest di “Painkiller”, mescolati al power metal e allo speed di matrice americana, con qualche passaggio che si avvicina alle atmosfere di King Diamond, senza mai raggiungere le stesse vette di sinistra malignità. Ma non è lo stile, che potrebbe anche funzionare alla grande, il problema: il punto è proprio il songwriting, che si dimostra piatto e privo di spunti interessanti. I musicisti picchiano, sparano riff gonfi di testosterone che passano come un treno e spariscono nel nulla, lasciando solo qualche vaga traccia di sè (giusto “Wrath of Asgard” o la battagliera “Fly or Die”, una sorta di nuova “Aces High” che sostituisce Churchill con il presidente Roosevelt all’epoca di Pearl Harbor).
Insomma, forse Rod Smallwood non avrà dimostrato la sua consueta lungimiranza e chissà cosa sarebbe successo con Ronnie James Dio a bordo al posto di Tate; quello che è certo è che, piuttosto che buttare sul mercato un lavoro del genere, l’idea dei Three Tremors avrebbe fatto meglio a rimanere a prendere polvere in un cassetto per altri vent’anni.

TRACKLIST

  1. Invaders From The Sky
  2. Bullets For The Damned
  3. When The Last Scream Fades
  4. Wrath Of Asgard
  5. The Cause
  6. King Of The Monsters
  7. The Pit Shows No Mercy
  8. Sonic Suicide
  9. Fly Or Die
  10. Lust Of The Blade
  11. Speed To Burn
  12. The Three Tremors (Bonus Track)
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