THE TROOPS OF DOOM – Antichrist Reborn

Pubblicato il 12/04/2022 da
voto
8.0
  • Band: THE TROOPS OF DOOM
  • Durata: 00:39:37
  • Disponibile dal: 15/04/2022
  • Etichetta:
  • Alma Mater Records

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Correva l’anno 1985 quando il giovane Sergio Oliveira, bassista nei trashers brasiliani Chakal, venne ingaggiato dai connazionali Sepultura per dar vita alla copertina al loro priko demo “Bestial Devastation”. Una cattivissima figura alata, di color rosso sanguigno, imperava alle spalle di una cattedrale, intrappolandola nel suo abbraccio satanico. Una cover tanto grezza quanto essenziale, che andava di pari passo con la ferocia sonora espressa dalla band carioca. Sono trascorsi trentasette anni da quell’immagine ed il nostro Sergio (‘AlJarrinha’ per l’occasione) ha ripreso in mano la tavolozza per far risorgere dalle fiamme il maligno in tutta la sua possanza, con tanto di diavoli al suo cospetto intenti a radere al suolo il simbolo della cristianità imprigionata a suo tempo. E, guarda caso, a chiamare nuovamente in causa l’artista sudamericano è stato uno dei protagonisti assoluti di quel seminale EP. Jairo ‘Tormentor’ Guedz, con una stoccata a dir poco luciferina, ha deciso di ripartire proprio da uno dei pezzi inseriti in “Bestial Devastation”, creando un diabolico e potentissimo legame con il passato, aggiungendo al già elevato tasso di brutalità, ulteriore furia e una notevole freschezza d’esecuzione. Ed ecco allora che dalle ceneri del primordiale “Antichrist” nasce il qui presente “Antichrist Reborn”, debutto ufficiale sulla lunga distanza dei The Troops Of Doom, supergruppo di Belo Horizonte il quale, dopo aver esploso due beneauguranti bombette tra il 2020 e l’estate dello scorso anno (“The Rise Of Heresy” e “The Absence Of The Light”) hanno finalmente esaudito il desiderio di tutti i die hard che li attendevano al fatidico esame chiamato full-length.
Ora, segnatevi il numero trentanove, perchè tanti saranno i minuti durante i quali il vostro cranio e la vostra colonna vertebrale verranno messi a dura, durissima prova. Jairo T, supportato a dovere dal cantante e bassista Alex Kofer, dal compagno d’ascia Marcelo Vasco e da un Alexander Oliveira, progettato per demolire il proprio drumkit nella tribalità più estrema, ha magistralmente riaperto un pacchetto di tritolo composto da quel mix di riff e ritmiche che avevano fatto la fortuna e la storia non solo dei primi Sepultura, ma anche di altri nomi leggendari come Slayer, Possessed e Kreator. “Dethroned Messiah”, la terribile “Far From Your God”, “Altar Of Delusion” (primo singolo pubblicato): la liturgia del male prende avvio con una serie di colpi ininterrottamente micidiali, sparati in pieno volto, sapientemente rallentati da midtempo trasudanti eightes o amplificando il tutto con assoli serpenteschi, a condire un quadro revival firmato 2022. Una cartucciera sigillata thrash/death sulla quale è la voce dello stesso Kafer a stampigliare la perfetta dissacralità. Si parlava di Slayer e rimandi ai passaggi più malvagi del gruppo di Tom Araya e soci riecheggiano qua e là, certificando il marchio dell’old-school di fianco al monicker della band brasiliana. Ma non cadete nell’errore di giudicare il lavoro dei The Troops Of Doom come un qualcosa di già sentito o, peggio ancora, parte di un unico e similare tritacarne.
Ognuno dei dieci brani di “Antichrist Reborn”, è infatti costruito per lanciare a dovere l’offensiva ferale nei confronti della religione, vomitando sentenze contro la società odierna. La sulfurea preghiera si concede una tregua con la trasognante “Grief”, ma è solo un lungo respiro prima di essere travolti dalla massiccia “Pray Into The Abyss” (occhio al lugubre andamento nella parte centrale della canzone) e da “The Rebellion”, per chi scrive la migliore dell’intero album; una tempesta che aumenta di volume, sorretta da una serie di riff malevoli che portano con sé pure della melodia, rigorosamente indiavolata. E quando anche le ultime colonne della famosa cattedrale stanno per cadere, ecco il colpo di grazia: l’apocalisse è generata dall’intro “Apocalypse MMXXII” prima che la violentissima “A Queda” faccia a pezzi ogni rivolo di speranza rimasta facendo perno sull’ugola schizzata di Joao Gordo, vocalist dei Ratos De Porao, ospite del disco insieme ad Alex Camargo e Moyses Kolesne (bassista e chitarrista dei Krisiun). Ci pensa infine “Preacher’s Paradox” a lasciare che lo storico diavolo dispieghi le ali in tutta la sua interezza, dominando il destino del prossimo futuro. In poco più di sei minuti abbiamo tutta l’esperienza dei The Troops Of Doom, esercitata con classe e perfezione. Premiato da una produzione con il contagiri, che eleva ancora di più le capacità dei singoli interpreti (al mixer c’era un certo Peter Tagtren), “Antichrist Reborn” rilancia in qualche modo la corrosiva esaltazione rilasciata dall’ultima fatica di Jeff Becerra e compagni (“Revelations Of Oblivion”) nel 2019. L’Anticristo è rinato: buona Pasqua!

TRACKLIST

  1. Dethroned Messiah
  2. Far From Your God
  3. Altar Of Delusion
  4. Grief
  5. Pray Into The Abyss
  6. The Rebellion
  7. Deserters From Paradise
  8. Apocalypse MMXXII
  9. A Queda
  10. Preacher's Paradox
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