7.0
- Band: THE TROOPS OF DOOM
- Durata: 00:22:22
- Disponibile dal: 09/10/2020
- Distributore: Blood Blast
I The Troops Of Doom sono il nuovo progetto di Jairo Guedz, musicista brasiliano che militò nei Sepultura negli anni Ottanta, partecipando come chitarrista e bassista nel dirompente esordio “Morbid Visions” del 1986. Il nome di questa nuova band fa ovviamente riferimento all’omonimo brano seminale dei Sepultura, presente nel primo album: da questo ci si potrebbe aspettare un fedele recupero delle sonorità old-school che caratterizzano il death-thrash di “Morbid Visions”. Eppure non è (solo) così.
“The Rise Of Heresy” è un EP che in soli quattro brani inediti (più due cover, ovviamente, da “Morbid Visions”) mette in chiaro che i The Troops Of Doom non soffrono di alcuna sindrome da epigonismo: il death metal qui proposto è di eccellente fattura, dirompente, ispirato – senza alcun vero margine di originalità, ma connotato da una godibilità dettata dalla ferocia genuina presente in ogni singolo frangente del poco minutaggio proposto.
Una fase ritmica che in molti momenti proviene dal death più oltranzista; un lavoro chitarristico che non centellina interessantissime incursioni nel thrash più tradizionale ma anche in certo black di matrice statunitense; il tutto sorretto da una produzione solida, potentissima, granitica, perfettamente all’altezza dei tempi e al contempo capace di non tradire il sound di una band che fonda la propria identità in movenze stilistiche nate oltre trent’anni fa. Un brano come “Beetween The Devil And The Blue Sea” è in grado di sintetizzare in modo coerente e poderoso molti anni e tendenze del metal estremo: questo è la prova che il progetto che si sta ascoltando è composto da musicisti con l’attitudine e la mentalità ben radicate nel territorio musicale che hanno intenzione di esplorare.
Oltre all’ottimo lavoro compositivo, la band trae grande forza dal lavoro del giovanissimo batterista Alexandre Oliveira e dalle vocals di Alex Käffer – queste ultime assolutamente personali, grazie a un timbro sempre rabbioso e ad un cantato che esclude growl e screaming in favore di un approccio più hardcore e thrash.
Certamente i riferimenti ai Sepultura sono numerosi, specialmente nei testi, ma questo non impedisce ai The Troops Of Doom di tratteggiarsi come una band dalla forte personalità, corroborata da un’abbondante dose di ottime idee compositive. Non è un caso se gli episodi meno entusiasmanti di questo EP possano essere rintracciati proprio nelle cover “Bestial Devastation” e “Troops Of Doom” – le quali, private dell’oscura aggressività caotica e primigenia che infestava “Morbid Visions”, risultano canzoni addirittura poco incisive.
In attesa di un full-length (attorno al quale, a questo punto, ci sono molte aspettative), il lavoro di Guedz e di questa sua nuova creatura lancia un segnale davvero interessante: potrebbe trattarsi di un progetto in grado di mettere d’accordo moltissimi fan.
