THE UGLY – Thanatology

Pubblicato il 13/02/2018 da
voto
7.5
  • Band: THE UGLY
  • Durata: 00:50:00
  • Disponibile dal: 09/02/2018
  • Etichetta: Vici Solum Productions
  • Distributore: Audioglobe

Anche quando non è impegnata a sfornare autentici fuoriclasse (Tribulation, Vampire, Morbus Chron, ecc.), la Svezia riesce sempre a distinguersi per la qualità del suo vivaio estremo. E’ il caso dei The Ugly e del loro terzo full-length “Thanatology”, sulla carta il classico disco black metal destinato a passare inosservato in questo inizio 2018, complice il ritorno monopolizzante dei Watain, nella pratica una delle opere più ispirate e coinvolgenti emerse dal filone negli ultimi mesi. Non che in passato il quintetto di Stoccolma avesse dato prova di scarsa affidabilità o sostanza, essendosi reso protagonista di due solidi album come “Slaves to the Decay” (2008) e “Decreation” (2015), ma la cura riposta in questo nuovo lotto di brani è tale da indurci a rivedere al rialzo le quotazioni della band, giunta ormai a ridosso dei mostri sacri che ne hanno sempre influenzato le gesta. Da un punto di vista stilistico, i Nostri si sono guardati bene dallo stravolgere il loro suono, continuando a pescare dal catalogo di Naglfar, Marduk, Dissection e Dark Funeral per imbastire una proposta brutale e al contempo melodica, sovente giocata sull’alternanza di tremende scariche di blast beat, parentesi più ritmate e marziali e digressioni epico-malinconiche in puro stile scandinavo; ciò che oggi fa la differenza – e che giustifica il voto riportato in calce – è la maniera in cui i suddetti elementi vengono combinati tra loro durante la tracklist, incalzati da una sensibilità melodica e da un gusto per i cambi di tempo mai così affinati. A conti fatti, lo ripetiamo, nei cinquanta minuti di “Thanatology” non si inventa nulla di nuovo, né è possibile rintracciare soluzioni che non siano già state adoperate in un “Diabolical”, in un “The Secrets of the Black Arts” o in un “The Somberlain”: tutto si basa sull’ingegno e sulla passionalità insiti nei vari episodi, la cui forma canzone ne aiuta da subito il riconoscimento e ne marchia a fuoco lo sviluppo. Un tuffo in un passato glorioso e mai abbastanza incensato, quello della scena swedish black metal di metà anni Novanta, che dall’ottima opener/titletrack alla monumentale “Dressed in Death pt. II”, passando per gli assalti frontali di “The Stages of Demise” e “Temple of the Reaper”, è sempre e soltanto sinonimo di musica estrema suonata con il cuore (di tenebra).

TRACKLIST

  1. Thanatology
  2. The Stages of Demise
  3. Usurpator Vitae
  4. King of Death
  5. Necro Worship
  6. Sons of Stench
  7. Temple of the Reaper
  8. Begravningshymn
  9. Pallor Mortis
  10. Dressed in Death pt. II
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