6.5
- Band: THE WANKERSS
- Durata: 00:43:13
- Disponibile dal: //2010
Ma allora lo scan rock non è morto! Già, perché dell’originale spirito che animava la scena scandinava durante la metà degli anni novanta resta ben poco, e anche quel poco è stato dato più volte per spacciato. Pur se la lezione scaturita da Hellacopters, Gluecifer, Turpentines, Backyard Babies, Robots, Nomads e tanti altri meno illustri pionieri non è di certo passata inosservata e ha dato il via a decine di a volte anche ottimi gruppi, il marciume che accompagnava e infarciva la vita e le canzoni di chi in quel momento si arrabattava in sala prove e sgomitava per emergere non è stato quasi più applicato alle stesse coordinate musicali, fatte del rock e dei motori di Detroit, di tanto sudore in garage, di Rolling Stones e dei fumi alcolici di un bar & grill della Grande Mela appena messo a soqquadro dai New York Dolls. E a dimostrarlo ci sono i padovani The Wankerss, giunti all’esordio per la piccola Jetglow Recordings ma già in attività da qualche anno, e con tutti e due i piedi piantati nelle torbide acque del porto di Stoccolma. Dieci canzoni con buoni spunti sia melodici che ritmici, con ancora qualche filler e piccole superfici da smerigliare, ma che faranno la felicità degli afecionados dell’hard rock grezzo e saturo, della voce rauca e degli assoli ficcanti ma gentili. Pur se le influenze dei nostri, come già detto, sono da rintracciare soprattutto nel lavoro di Nicke Andersson e compagni primo periodo, non mancano un costante sottofondo punk e una certa metallizzazione dei suoni, che contribuisce a rendere il CD più quadrato. Il risultato è paragonabile a una sorta di Vains Of Jenna meets ultimi Warrior Soul con una punta di Keith Richards, Kiss e degli Entombed di "DCLXVI – To Ride, Shoot Straight And Speak The Truth". Morale della favola: un gruppo a cui dovete concedere un ascolto, perché se non avete troppe pretese potrebbe pure piacervi.
